Convertitevi!

Convertitevi!

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Descrizione

Conferenza Episcopale Siciliana
Convertitevi!

Lettera dei vescovi di Sicilia a venticinque anni dall’appello
di san Giovanni Paolo II
Agrigento, 9 maggio 1993 – 9 maggio 2018
***

Indice
L’appello del Papa
Lettera dei Vescovi di Sicilia
1. “Quel grido sgorgatomi dal cuore”
1.1. Pace per questa terra
1.2. Il ricordo delle vittime
1.3. Un impegno da assumerci

2. Il timbro profetico dell’appello
2.1. La mafia è peccato
2.2. La mafia è incompatibile con il Vangelo
2.3. La mafia è una questione ecclesiale

3. Un peculiare discorso ecclesiale sulle mafie
3.1. Rompere il silenzio con parole nostre
3.2. Recuperare il senso dell’appartenenza ecclesiale
3.3. Valorizzare e purificare la pietà popolare

4. Prolungare l’eco dell’appello
4.1. Una parola rivolta ai familiari delle vittime di mafia
4.2. Una parola rivolta alle persone credenti e di buona volontà
4.3. Una parola rivolta agli uomini e alle donne di mafia

5. Un’ultima parola da rivolgere tutti insieme al Signore giusto e misericordioso
Signore nostro, Tu sei tutto: Tu sei giusto!
Tu sei più d tutto: Tu sei misericordioso!

Ti chiediamo il perdono:
per le nostre lentezze, per i nostri ritardi,
per le nostre distrazioni, per i nostri silenzi.
“Convertici, o Signore,
e noi ci convertiremo” (Lam 5,21).

Ti chiediamo la luce:
cioè la capacità di vedere e di decifrare
la realtà in cui viviamo,
di discernere tra il bene e il male,
tra la verità e l’errore, tra la vita e la morte.

Ti chiediamo il coraggio:
per vivere la giustizia e scegliere la santità.
Ispira le nostre decisioni, rafforza la nostra voce,
sostieni le nostre azioni,
rendi fecondo il nostro impegno.

Signore, Tu sei tutto e più di tutto.
Tu sei giusto e misericordioso!

Agrigento, 9 maggio 2018


L’appello del Papa

Carissimi, vi auguro, come ha detto il diacono, di andare in pace e di trovare la pace nella vostra terra.

Carissimi, non si dimentica facilmente una celebrazione in questa Valle. Sullo sfondo dei templi, templi provenienti dal periodo greco, che esprimono questa grande cultura e questa grande arte e anche questa religiosità. I templi che sono testimoni oggi della nostra celebrazione eucaristica.  e uno ha avuto il nome di Concordia. Ecco, sia questo nome emblematico, sia profetico e sua concordia in questa vostra terra. Concordia senza morti, senza assassinati, senza paure, senza minacce, senza vittime. Che sia concordia! Questa concordia, questa pace, a cui aspira ogni popolo e ogni persona umana e ogni famiglia. Dopo tanti tempi di sofferenza, avete finalmente un diritto a vivere nella pace.

E questi che sono colpevoli di disturbare questa pace, questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane, debbono capire, debbono capire che non si permette di uccidere degli innocenti. Dio ha detto una volta: non uccidere! Non può l’uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare o calpestare questo diritto santissimo di Dio!

Questo popolo, popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, un popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte. Qui ci vuole la civiltà della vita! Nel nome di questo Cristo crocefisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via e verità. Lo dico ai responsabili: Convertitevi! Una volta, un giorno, verrà il giudizio di Dio.

Carissimi, vi ringrazio per la vostra partecipazione, per questa preghiera così suggestiva, profonda, partecipata. Vi lascio con questo saluto: Sia lodato Gesù Cristo Via, Verità e Vita! Amen!

Agrigento, 9 maggio 1993

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