Salvini e il rosario al comizio: mons. Mogavero (Mazara del Vallo), “segni sacri della nostra fede per smerciare vedute disumane e antistoriche” | AgenSIR

 


mons-domenico-mogavero[L’INTERVENTO] Salvini col Rosario in mano, il Vescovo: «Chi è con lui non può dirsi cristiano» | Diocesi Mazara del Vallo

20 Maggio 2019

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Sorgente: [L’INTERVENTO] Salvini col Rosario in mano, il Vescovo: «Chi è con lui non può dirsi cristiano» – Diocesi Mazara del Vallo


Salvini e il rosario, Mogavero: “Non può dirsi cristiano chi calpesta il comandamento dell’amore” – Video | Rai News

20 MAGGIO 2019

Sulle parole e sul rosario mostrato dal vicepremier Matteo Salvini sul palco della manifestazione milanese dei sovranisti di sabato scorso si è espresso anche mons. Mogavero: “Rifiutiamo che la politica strumentalizzi i segni sacri per fare appelli per la propria causa”, ha detto il vescovo di Mazara del Vallo. Vania De Luca


Mons. Mogavero contro Salvini: no a chi utilizza la fede a fini politici – video | TGR Sicilia

20 MAG 2019

La presa di posizione dopo che il leader della Lega, durante un comizio, ha esibito un rosario e invocato l’aiuto della Madonna. “Non commento e continuo a testimoniare la mia Fede con il lavoro”, la replica del ministro Salvini

“Non commento e continuo a testimoniare la mia Fede con il lavoro per un’Italia più bella e sicura, le chiacchiere le lascio agli altri. Amen», replica il ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Mi sento dare del disumano perché vado in giro con il crocifisso in tasca. Posso chiedere l’aiuto di Maria o qualcuno si offende?”.


POLITICA

20 maggio 2019 @ 11:46

È ora di finirla. Non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un sempre più arrogante ministro della Repubblica”.

Lo ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, dopo che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha esibito, durante un suo comizio a Milano, il Rosario.

Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con lui non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell’amore”, ha concluso mons. Mogavero che da stamattina partecipa all’Assemblea dei vescovi italiani a Roma.

Sorgente: Salvini e il rosario al comizio: mons. Mogavero (Mazara del Vallo), “segni sacri della nostra fede per smerciare vedute disumane e antistoriche” | AgenSIR


Monsignor Mogavero a Salvini: «Via quel rosario, non può dirsi cristiano» | La Sicilia

20/05/2019 – 12:31 di Redazione

mons-domenico-mogaveroLe parole del vescovo di Mazara del Vallo questa mattina all’assemblea dei vescovi italiani a Roma

PALERMO – «Non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un ministro sempre più arrogante». Così il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, dopo che Salvini ha esibito il rosario a un comizio e ha parlato in questi giorni della sua fede. «Non possiamo più permettere che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con lui non può dirsi cristiano perché ha rinnegato il comandamento dell’amore» ha concluso Mogavero che stamane ha partecipato all’assemblea dei vescovi italiani a Roma.

Proprio questa mattina Matteo Salvini era tornato a parlare della sua fede: «Io – ha detto – testimonio la mia fede salvando vite umane (i morti in mare, come gli sbarchi, sono calati del 90%) e combattendo gli schiavisti e i trafficanti di esseri umani, accogliendo chi ha davvero bisogno ma facendo rispettare regole e confini».

Nonostante le critiche arrivate da monsignor Mogavero, il ministro dell’Interno si è detto «felice del sostegno da parte di tante donne e uomini di Chiesa», e ha affermato di «lavorare per riportare anche l’Europa sulla via della difesa delle sue radici giudaico-cristiane, negate e dimenticate dai burocrati di Bruxelles servi degli interessi della finanza e dei poteri forti». 

Sorgente: Monsignor Mogavero a Salvini: «Via quel rosario, non può dirsi cristiano» – La Sicilia


Salvini col rosario, Mogavero: “Chi è con lui non può dirsi cristiano”. Il ministro: “Testimonio la mia fede col lavoro” | Giornale di Sicilia


Migranti, vescovo di Mazara: “Salvini non può dirsi cristiano” | Il Giornale


Il vescovo di Mazara: “Rosario? Salvini non può dirsi cristiano” | La Repubblica


Il vescovo Mogavero: “Chi è con Salvini non è cristiano”. La replica: “Testimonio la mia fede col lavoro” | Gazzetta del Sud


Tensioni e proteste dopo il comizio dei sovranisti a Milano | L’OSSERVATORE ROMANO

lunedì-martedì 20-21 maggio 2019 L’OSSERVATORE ROMANO pagina 3

A piazza Duomo la marcia guidata dal ministro Salvini

ROMA, 20. Ha suscitato molte polemiche, divisioni e proteste, il comizio che si è tenuto sabato a Milano, in piazza Duomo, da parte di esponenti di partiti europei cosiddetti sovranisti, che hanno marciato nel capoluogo lombardo in una manifestazione organizzata in vista delle prossime elezioni.

In rappresentanza della Lega ha parlato Matteo Salvini, accompagnato, tra gli altri, dalla leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen, dal leader dell’estrema destra olandese Geert Wilders, dal vicepresidente del partito estone di estrema destra Ekre Jaak Madison.

È «un momento storico», ha detto Salvini, molto «importante per liberare il continente dall’occupazione abusiva organizzata a Bruxelles da molti anni». «Chi — ha poi chiesto retoricamente alla piazza — ha tradito l’Europa, il sogno dei padri fondatori, di De Gaulle e De Gasperi?». Secondo il leader della Lega, sono stati «i Merkel», «i Macron», «i Soros» «gli Juncker», che «hanno costruito l’Europa della finanza e dell’immigrazione incontrollata».

«Noi amiamo la Madonnina — ha rivelato Salvini — che ci guarda dall’alto. Qui non ci sono estremisti, razzisti, fascisti». E poi ha baciato un rosario che teneva in mano. Durante il comizio alcune persone che contestavano gli argomenti dei sovranisti attraverso degli striscioni, sono stati allontanati dalla polizia dopo momenti di forte tensione. La stessa tensione ha caratterizzato anche una manifestazione che si è tenuta ieri a Firenze, in risposta al comizio di Milano.

Contro i sovranisti europei si è schierata, fra gli altri, anche la comunità ebraica di Roma. «Pensavamo — ha detto la presidente Ruth Dureghello — di aver sconfitto quel male ma dopo 70 anni quel male si è riaffacciato. Striscioni e manifestazioni che inneggiano a simboli che pensavamo davvero di non rivedere più. Non saremo e non vogliamo essere indifferenti».

Sulle parole e sui gesti di Salvini sono arrivati commenti di diversi esponenti ecclesiastici. Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, a margine della «Festa dei popoli», celebrata ieri a San Giovanni in Laterano, ha affermato che «Dio è di tutti e dunque invocarlo per sé stessi è sempre molto pericoloso».

L’utilizzo del rosario durante un comizio, secondo il vescovo di Albano Marcello Semeraro, «è un’uscita esecrabile» perché «Dio non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il suo nome venga usato per terrorizzare la gente». Secondo il presule, che ha rilasciato un’intervista al quotidiano «la Repubblica», è «scorretto usare il nome di Dio in questo modo. Ma non soltanto il suo nome, anche quello della Vergine. È una modalità strumentale dalla quale prendere del tutto le distanze». Monsignor Semeraro ha anche criticato «questo modo di parlare del Papa con certi accenni e toni. E se a farlo sono persone che hanno importanti responsabilità nel paese, il tutto diviene maggiormente grave».

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee, è intervenuto in particolare sulle accuse rivolte all’Europa. «I vescovi — ha detto — credono fermamente nell’Unione europea, in un cammino di unità. Questa è la strada indicata anche dalle parole e dagli appelli di Papa Francesco per il bene dell’Europa unita, che il Santo Padre reputa decisiva per il bene dell’umanità. Ma riteniamo anche che l’Europa debba ripensare se stessa». Sui migranti il porporato sottolinea che bisogna «mettere a punto una vera politica per le migrazioni, che oggi non esiste. Perché i contributi che l’Europa qua e là attribuisce, penso all’Italia e a qualche altro paese, come anche le quote assegnate a diversi Stati, non rappresentano una vera politica migratoria, una politica frutto di un pensiero. C’è invece urgenza di una visione molto più ampia e a lungo raggio. Mentre vediamo solo qualche tattica immediata per tamponare alcuni fastidi e paure». E sempre sul comizio di sabato scorso a Milano, il cardinale Bagnasco ha precisato: «Il Papa è il successore di San Pietro. Suo compito è confermare la fede e guidare la Chiesa: ricordare che l’accoglienza e l’integrazione sono valori irrinunciabili del Vangelo fa parte del suo magistero».

Source: Tensioni e proteste dopo il comizio dei sovranisti a Milano | L’OSSERVATORE ROMANO

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