Lettera-appello del vescovo di Cefalù per la viabilità – video | TGR Sicilia

29 MAR 2019
Lettera-appello del vescovo di Cefalù Giuseppe Marciante al presidente della Regione Nello Musumeci sui dissesti nelle Madonie


di Ernesto Oliva – Immagini: Franco Fucilieri – Montaggio: Maurizio Di Chiara

COMUNICATO 29.03.2019

BOLLETTINO – 29.03.2019 – don Franco Mogavero – 29/03/2019, 16:37 COMUNICATO


Un documento inviato al presidente della Regione Nello Musumeci per chiedere interventi risolutivi sulla precaria situazione di numerose strade nel comprensorio della Diocesi di Cefalù.

L’iniziativa è stata lanciata dal vescovo Giuseppe Marciante e vi hanno aderito i 25 sindaci del territorio.

Sorgente: Lettera-appello del vescovo di Cefalù per la viabilità – video – TGR Sicilia


IL VESCOVO E I SINDACI SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE: “MAGGIORE IMPEGNO E RESPONSABILITÀ”

Pubblicato il

30 marzo 2019 Cefalù

IL VESCOVO E I SINDACI SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE: “MAGGIORE IMPEGNO E RESPONSABILITÀ”

Unisco la mia voce di vescovo e padre della Chiesa di Cefalù all’accorato appello che le hanno rivolto i sindaci di questa Diocesi che insiste sulle Madonie e che è costituita prevalentemente da piccoli centri situati nell’entroterra della Provincia di Palermo”. La lettera che gli amministratori dei Comuni che insistono nel territorio cefaludese hanno firmato ieri e consegnato al Governo regionale si apre con un accorato appello del vescovo mons. Giuseppe Marciante. Fondando con loro un tavolo permanete, è stato lui, in qualche modo, il promotore del documento ed è proprio al Palazzo arcivescovile che è stato firmato da venticinque primi cittadini, alla presenza di Marco Falcone e Salvatore Cordaro, assessori regionali alle Infrastutture e mobilità e al Territorio e ambiente.


Nel messaggio, indirizzato direttamente al Presidente della Regione, Sebastiano Musumeci, il vescovo scrive spinto dal “senso di solitudine ed inerzia delle amministrazioni locali”: “Il nostro è un territorio dalle evidenti potenzialità per le sue ricchezze artistiche e culturali e per la natura con le sue multiformi diversificazioni che unite all’innovazione tecnologica potrebbero essere volano di crescita, sviluppo e opportunità lavorativa per i nostri giovani. Nonostante ciò – dice mons. Marciante – il destino di questa terra sembra inesorabile: lo spopolamento delle aree interne, un turismo stagionale stagnato sulla costa, la pessima situazione viaria e dei collegamenti pubblici, a breve faranno dei nostri paesi dei luoghi fantasma legati alla vita dei pochi anziani rimasti. Dal mio rientro in Sicilia, alla guida della Diocesi di Cefalù, ho puntualmente incontrato i sindaci – prosegue il presule – avviando un percorso virtuoso di collaborazione e di sinergia, vincendo ogni forma di personalismo e di partitismo, per offrire piccoli segni di speranza e per sostenerli in un momento in cui vivono il loro servizio amministrativo con un senso di abbandono, inermi di fronte l’evolversi delle situazioni e potendo garantire solamente l’ordinaria amministrazione. Sopraffatti dalla farraginosa macchina burocratica, oggi vediamo lontani spiragli di interventi che possono essere solo palliativi rispetto alla reale condizione delle strade in cui versa la nostra terra e i giovani che da poco hanno avviato un’attività lavorativa, o lo stanno per fare, sono tentati di dirottare i loro investimenti e le loro energie lontano dalla Sicilia.

IL VESCOVO E I SINDACI SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE: “MAGGIORE IMPEGNO E RESPONSABILITÀ”Nel presentare le difficoltà del territorio cefaludese al Presidente della Regione Sicilia, accompagnando le richieste di aiuto concreto, fattivo e celere dei venticinque sindaci dei Comuni della Diocesi di Cafelù, il vescovo mons. Giuseppe Marciante ha usato parole che lui stesso definisce “di amarezza, ma anche di sollecito”. L’incontro, ieri presso il palazzo vescovile, per firmare una lettera – appello al Governo regionale è stata occasione per sottolineare, ancora una volta, la necessità di “dare speranza ad un territorio dalle enormi potenzialità”, che sta “soccombendo sotto i ritardi della burocrazia”, sia per quanto riguarda lo spopolamento delle aree interne, con la conseguente aumentata disoccupazione giovanile, sia per l’atavico problema della viabilità. “Siamo consapevoli che non si possono dare soluzioni definitive, ma quello che le chiedo è che non venga soffocato il grido di aiuto che i nostri Amministratori le stanno rivolgendo e di fare quanto in suo potere per avviare tavoli di confronto per dare una risposta concreta e verificabile da qui a pochissimi anni. Lei, Presidente – aggiunge il vescovo, scrivendo a Sebastiano Musumeci -, si è presentato agli elettori per ricevere mandato di amministrare con lo slogan “#Diventeràbellissima”. Anche noi vogliamo che questa terra di Sicilia diventi ancora più bella e sappia sfruttare i doni che il buon Dio le ha dato, ma occorre un maggiore impegno e una maggiore volontà politica per eliminare gli ostacoli che gli uomini hanno creato e che solo gli uomini di buona volontà possono superare”.

IL VESCOVO E I SINDACI SCRIVONO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE: “MAGGIORE IMPEGNO E RESPONSABILITÀ”“Quotidianamente – scrivono i sindaci – gli studenti ed i lavoratori pendolari, gli imprenditori, i cittadini e tutti coloro che decidono di avventurarsi per le sconnesse e pericolose vie, rischiano seriamente la propria incolumità solo per compiere atti normali della propria quotidianità ed azioni che dovrebbero essere costituzionalmente garantite”. E tutto con il rischio o, ormai quasi la certezza, di non trovare sbocchi occupazionali e possibilità di un lavoro che assicuri una vita dignitosa. I rappresentanti del Governo Regionale presenti all’incontro – Marco Falcone, assessore regionale alle Infrastutture e mobilit, e Salvatore Cordaro, al Territorio e ambiente – si sono impegnati a dare risposte concrete nel giro di pochi mesi, “soprattutto per quegli interventi che godono già di copertura finanziaria”, e hanno dato appuntamento ai sindaci presso l’Assessorato alla Mobilità e alle Infrastrutture per fare il punto della situazione e, a scadenza di due mesi, “verificare l’andamento dei lavori e degli iter burocratici”.

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