Con il cuore contrito e umiliato – Messaggio di Quaresima 2019 | Mons. Giuseppe Marciante

Il messaggio del Vescovo Giuseppe per la Quaresima 2019

Quaresima_Germoglio

mons-giuseppe-marcianteAmati Figli,

Quaresima è il tempo di quaranta giorni che «mediante il ricordo o la preparazione del battesimo e mediante la penitenza» (cfr. SC 64) ci prepara a celebrare la Santa Pasqua, festa delle feste e culmine dell’anno liturgico.

È un tempo per una verifica personale e comunitaria. Durante questo periodo incontrerò, in ogni Vicariato, i Consigli Pastorali Parrocchiali per una verifica sull’attuazione della Lettera pastorale “All’inizio la Parola” e per avviare una riflessione sull’ipotesi delle Unità di pastorale sinodale.

In allegato a questo messaggio troverete il calendario degli incontri, la traccia preparata dagli Organismi diocesani di partecipazione e le modalità per preparare la Comunità parrocchiale alla verifica vicariale.

Iniziamo il viaggio spirituale verso la Pasqua con il segno austero delle Ceneri.

Mi piace legare questo segno all’uso agricolo dei nostri contadini che conservavano tutto l’inverno le ceneri del camino per poi spargerle sul terreno, come fertilizzante per dare nuova energia alla terra.

Così è del cammino quaresimale: un tempo di penitenza per far morire l’uomo vecchio e far risorgere l’uomo nuovo della Pasqua. I fratelli cristiani della Chiesa ortodossa per sottolineare l’orientamento pasquale della Quaresima la chiamano “la radiosa tristezza”.

Convertiti e credi al Vangelo”! (cfr. Mc 1, 15).

Le parole che pronuncia il sacerdote durante l’imposizione delle ceneri sono l’espressione che sintetizza il messaggio di Gesù all’inizio della sua predicazione (cfr. Mc 1, 15). È un imperativo, un richiamo pressante a liberarci da tutto ciò che ci impedisce di accogliere la fede in Gesù e di camminare nella via del Vangelo. L’accoglienza della buona notizia di Gesù vivifica la nostra esistenza e, attraverso il dono dello Spirito, sveglia tutte quelle energie spirituali che attendono solo il momento propizio per sbocciare.

Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2Cor 6, 2).

È il momento favorevole per metterci in ascolto frequente della Parola di Dio e intensificare la preghiera per imparare a digiunare e affermare che «l’uomo non vive di solo pane» (Dt 8, 3; Mt 4, 4; Lc 4, 4); per aprire gli occhi ed accorgerci dell’altro, specialmente di chi è fragile o si trova nel bisogno; guardarlo con sentimenti di compassione, assicurargli la nostra presenza e condividere quello abbiamo.

L’ascolto della parola di Dio è il primo atto di culto e di preghiera da parte del credente. Ascoltare è pregare. Ecco perché il cuore della Quaresima consiste nell’ascolto della Parola di Dio. È questa Parola, infatti, che illumina la coscienza e fa conoscere i propri peccati, chiama alla conversione e infonde fiducia nella misericordia di Dio.

Dall’ascolto della Parola e dalla preghiera scaturisce la contrizione del cuore che è come il battesimo di afflizione nel quale le lacrime del pentimento dispongono al sacramento della penitenza.

Questo sacramento per gli antichi Padri era come un secondo battesimo. Scriveva Sant’Ambrogio: «Acqua e lacrime non mancano alla Chiesa: l’acqua del battesimo e le lacrime della penitenza» (Ep. 41, 12: PL 16, 1116).

Le lacrime del pentimento rappresentano una matura consapevolezza del peccato e l’accettazione umile delle proprie fragilità e allo stesso tempo dispongono a confessare, con piena fiducia nella misericordia di Dio, i propri peccati. L’umile confessione delle colpe dinanzi al ministro della Chiesa e la forza del perdono sacramentale portano gioia e sollievo perché ci liberano dalla colpa e dal salario del peccato che è la tristezza, l’angoscia, e ci convincono che militando sotto il vessillo del Cristo risorto e impugnando le armi della penitenza si può affrontare vittoriosamente il combattimento contro lo spirito del male (cfr. Colletta del mercoledì delle Ceneri).

Domenica 10 marzo, prima di Quaresima, celebreremo la Domenica della Parola, indetta da Papa Francesco al termine del Giubileo straordinario della Misericordia: «Una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo» (Francesco, Misericordia et misera, 7).

I Servizi Pastorali Evangelizzazione e Catechesi, Liturgia e la Sezione Apostolato biblico trasmetteranno alle Parrocchie alcuni suggerimenti e proposte per celebrare questa giornata; evidentemente, la finalità è che cresca in tutta la nostra Chiesa l’amore per la Parola di Dio che ci è donata nelle Sacre Scritture, perché appunto questa Parola, giunta a pienezza in Gesù Cristo, faccia ardere il nostro cuore, come avvenne per i discepoli di Emmaus, e ravvivi in noi la gioia della nostra adesione a Dio.

Inoltre, anche quest’anno, in occasione della Quaresima, siamo chiamati a vivere la bella iniziativa proposta da Papa Francesco delle “24 ore per il Signore” (29-30 marzo), col tema biblico “Neppure io ti condanno” (Gv 8, 1-11).

Il Santo Padre, inaugurando questo momento di preghiera, profeticamente si espresse così: «Tutto il mondo si immergerà nella misericordia di Dio con le 24 ore per il Signore». Certamente essendo trascorsi diversi anni da quando tale proposta è stata promossa per la prima volta, possiamo già scorgere i frutti di questo tempo di grazia che ha attraversato i cinque continenti e ha toccato anche la nostra realtà diocesana.

Adorare il Signore, nelle nostre Chiese come nella nostra vita, non può che rappresentare un tempo privilegiato di riconciliazione con Dio e con i fratelli.

Desidererei che in ogni Parrocchia si vivesse questo  tempo forte di ascolto, di contemplazione e di perdono. Nei Comuni dove insistono più Parrocchie, i Parroci promuoveranno l’esperienza delle “24 ore per il Signore” insieme, individuando una Chiesa parrocchiale o sussidiaria: la preghiera deve unire. Il Servizio Pastorale Liturgica farà giungere un sussidio per aiutare le Comunità nella preghiera.

Tutto il tempo della Quaresima è prezioso, naturalmente, per vivere col Sacramento della Penitenza la grazia della riconciliazione. Chiedo ai Presbiteri di offrire in modo speciale il loro servizio per questo; io stesso mi renderò disponibile alle confessioni in Basilica Cattedrale.

O Signore che, nella tua immensa bontà
ci hai condotti a questi santi giorni
perché siano purificati il corpo e l’anima,
siano domate le passioni malvage
e cresca in noi la vita nuova della risurrezione;
Tu che durante i quaranta giorni nel deserto
vincesti per noi l’inganno dell’antico avversario
con le armi del digiuno e della preghiera,
concedi anche a noi, al termine del santo viaggio,
di conservare integra la fede,
di riportare vittoria sul peccato,
e celebrare con gioia la tua risurrezione.
Amen.

Un abbraccio forte dal Vescovo, vostro padre e fratello

mons-giuseppe-marciante

 

Annunci