L’OSSERVATORE ROMANO | venerdì 29 marzo 2019

 Liturgia del giorno 


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Maltese special forces soldiers guard a group of migrants on the merchant ship Elhiblu 1 after it arrived in Senglea, in Valletta’s Grand Harbour, Malta, March 28, 2019. REUTERS/Darrin Zammit Lupi

Dirottatori per necessità
La vicenda della nave El Hiblu 1

Caro popolo del Marocco!
As-Salamu Alaikum!

Tra poco mi recherò nel vostro caro Paese per una visita di due giorni.
Ringrazio Dio per questa opportunità che mi dona.

Sono grato a Sua Maestà il Re Mohammed VI per il suo gentile invito e alle Autorità marocchine per la premurosa collaborazione.
Sulle orme del mio santo predecessore Giovanni Paolo II vengo come pellegrino di pace e di fratellanza, in un mondo che ne ha tanto bisogno. Come cristiani e musulmani crediamo in Dio Creatore e Misericordioso, che ha creato gli uomini e li ha posti nel mondo perché vivano da fratelli, rispettandosi nelle diversità e aiutandosi nelle necessità; Egli ha affidato loro la terra, nostra casa comune, per custodirla con responsabilità e conservarla per le future generazioni.

Sarà una gioia per me condividere con voi direttamente queste convinzioni nell’incontro che avremo a Rabat. Inoltre questo viaggio mi offrirà la preziosa occasione di visitare la Comunità cristiana presente in Marocco e di incoraggiare il suo cammino. Come pure incontrerò i migranti, che rappresentano un appello a costruire insieme un mondo più giusto e solidale.

Cari amici Marocchini, vi ringrazio di cuore fin da ora della vostra accoglienza e soprattutto delle vostre preghiere, assicurando le mie preghiere per voi e per il vostro caro Paese.

A presto!

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