Le persone prima di tutto. Sostegno di vescovi e parroci ai terremotati nel Catanese | L’OSSERVATORE ROMANO


sabato 12 gennaio 2019 L’OSSERVATORE ROMANO pagina 7

CATANIA , 11. «Ci sono prima di tutto le persone, con le loro esigenze e le loro difficoltà legate in primo luogo alla casa, e ci sono anche le difficoltà della Chiesa e dei parroci»: il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, fa il punto della situazione nelle zone ai piedi dell’Etna colpite dal sisma del 26 dicembre. «Dobbiamo fare i conti — ha detto il presule al Sir — con grandi incertezze che, come è normale che sia, scoraggiano un po’ tutti.

Per far fronte a questa situazione, ci si sta impegnando in una ricognizione dei danni più precisa e veloce possibile, che potrà aprire la via alla ricostruzione e alla ripresa».

Per quanto riguarda le persone, secondo monsignor Raspanti, «la macchina della Protezione civile, pur con qualche piccolo disguido, funziona, ma non basta a frenare lo scoramento. Molte case sono rimaste in piedi, ma sono lesionate, anche gravemente».

C’è, dunque, ancora un forte disagio e cresce la voglia di far presto: «Le richieste di controllo degli immobili fioccano e le squadre, formate da Vigili del fuoco, Genio civile, Protezione civile e Comune, sono a un quinto rispetto alle richieste presentate.



Non si sa quanto tempo sarà necessario e anche il dopo è incerto. Gli anziani e i pensionati riusciranno a ricostruire? E la ricostruzione potrà avvenire negli stessi luoghi?».

Il vescovo di Acireale racconta come nella frazione di Aci Platani la spaccatura lungo le strade e sulle case si è aperta dodici ore dopo la scossa: «C’è stata gente che è rimasta bloccata in casa a causa delle crepe apertesi lungo le pareti».

In questo momento l’emergenza non è né tanto il cibo, il vestito o l’alloggio, perché a queste prime necessità ha risposto lo Stato e, in parte, anche le Caritas di Catania e di Acireale tramite l’operato diretto di Agesci e Misericordie. La casa colpita «è l’esigenza primaria».

Gli stessi sentimenti sono condivisi dai parroci. Raspanti evidenzia che, insieme alle abitazioni, sono rimaste ferite chiese, canoniche e oratori. Dove ci sono semplici distacchi di soffitti gessati o di stucchi, saranno riaperte al più presto. «Ma la gente — afferma — ci chiede di avere un posto in cui pregare». Le problematiche maggiori si registrano ad Aci Platani, a Santa Maria la Stella, ad Aci Catena, a Santa Venerina. Situazione precaria anche a Pennisi e a Fiandaca, dove don Mirco Barillari celebra messa in un plesso scolastico. Il campanile della chiesa è crollato, distruggendo la canonica e lasciandolo illeso. «Dormo nella casa del clero, a un quarto d’ora da Pennisi ma — racconta — vivo ospite di famiglie. Hanno bisogno di me e io di loro».

Source: Le persone prima di tutto. Sostegno di vescovi e parroci ai terremotati nel Catanese | L’OSSERVATORE ROMANO

Annunci

God bless you!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.