Ai seminaristi dell’Arcidiocesi di Agrigento (24 novembre 2018) | Papa Francesco

card-francesco-montenegroIL PAPA INCONTRA IN UDIENZA PRIVATA I SEMINARISTI: L’INVITO AD “ESSERE SEMPRE PIÙ IN ASCOLTO” | Chiese di Sicilia

Papa Francesco ha accolto nella Sala del Concistoro i seminaristi di Agrigento, accompagnati dai loro formatori e dall’arcivescovo, card. Francesco Montenegro. Una udienza privata che è stata occasione per “alcuni spunti di riflessione personale e comunitaria” dal recente Sinodo dei giovani.

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Sorgente: IL PAPA INCONTRA IN UDIENZA PRIVATA I SEMINARISTI: L’INVITO AD “ESSERE SEMPRE PIÙ IN ASCOLTO” – Chiese di Sicilia


Papa ai seminaristi agrigentini: chiacchiericcio è peste del presbiterio | Vatican News

Nel discorso a braccio ai seminaristi dell’arcidiocesi di Agrigento, ricevuti ieri in Vaticano, Papa Francesco ricorda che non si può essere un buon sacerdote se non si ha un dialogo filiale con il vescovo che è padre. Il testo reso noto dalla Sala Stampa della Santa Sede
 

25 novembre 2018, 11:10 – Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Vengono dal cuore le riflessioni di Papa Francesco condivise con i seminaristi dell’arcidiocesi di Agrigento, oltre a quelle contenute nel discorso consegnato. Un dialogo spontaneo che parte da una parola-chiave: “missione”. Questa è tale – ricorda il Papa – solo se ha “un orizzonte apostolico” perché altrimenti è camminare in “un labirinto”. Per essere sicuri – raccomanda – bisogna condividere con il vescovo la propria idea di Chiesa in uscita. Lui, in nome di Dio, dice: “Questa è la strada”.

Il vescovo è padre

Francesco ricorda che il vescovo è chiamato ad essere padre fecondo, a conoscere bene i suoi preti, i loro limiti e le loro ricchezze, non è “un capo di una banca che dà incarichi agli impiegati” ma “un padre che prepara per la missione”, che fa unità attraverso un dialogo filiale con i sacerdoti. “La Chiesa non è un organigramma”, dice il Papa: è “la vita ‘sistemata’ nello Spirito Santo”.

La grazia dello Spirito

Sono tre le direttrici indicate dal Pontefice: il dialogo con il vescovo; il rapporto con il presbiterio e con il popolo di Dio. Francesco raccomanda l’amicizia tra fratelli che si vogliono bene e mette in guardia dal chiacchiericcio. “La chiacchiera, il chiacchiericcio – afferma – è la peste del presbiterio”. L’invito è di parlare in faccia come si fa quando si è uomini maturi. Il chiacchiericcio invece “è da codardi”. E’ importante confrontarsi, discutere ma, in nome della consacrazione ricevuta, essere armonici e chiedere allo Spirito Santo la grazia di esserlo.

Il clericalismo è perversione

Soffermandosi sul rapporto con il popolo di Dio, il Papa chiede di non dimenticare da dove si viene perché il rischio è cadere nel clericalismo. Il sacerdote non deve scordare di essere stato scelto da Dio tra la sua gente. Il clericalismo – afferma – “è la nostra perversione più brutta. Il Signore vi vuole pastori, pastori di popolo, non chierici di Stato”.

La spiritualità per aprire il cuore

Infine Francesco invita a coltivare la vita spirituale, aprendo il cuore al padre che guida i seminaristi nel loro cammino. “Lui – afferma – vi insegnerà come pregare”, “come amare la Madonna”, perché “Lei è sempre vicina alla vocazione di ognuno di voi”. Il padre spirituale “non è un ispettore della coscienza, è uno che, a nome del vescovo, vi aiuta a crescere”. L’invito è stato anche quello a lasciarsi formare come la creta dal vasaio perché “non sono capricci quello che chiedono i formatori”. Si richiede però sincerità, dire ciò che non va, diventare uomini coraggiosi confrontandosi in un dialogo franco.

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DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI SEMINARISTI DELL’ARCIDIOCESI DI AGRIGENTO

Sala del Concistoro
Sabato, 24 novembre 2018

papa-francescoCari fratelli,
vi do il benvenuto e vi ringrazio di questa visita. Ringrazio in particolare il vostro Rettore, anche per le sue parole di introduzione.
Nel breve tempo di questo nostro incontro vorrei darvi alcuni spunti di riflessione personale e comunitaria, e li prendo dal recente Sinodo dei giovani.

Prima di tutto, l’icona biblica: il Vangelo dei discepoli di Emmaus. Vorrei riconsegnarvi questa icona, perché ha guidato tutto il lavoro dell’ultimo 
Sinodo e può continuare a ispirare il vostro cammino. E proprio cammino è la prima parola-chiave: Gesù Risorto ci incontra nel cammino, che nello stesso tempo è la strada, cioè la realtà in cui ognuno di noi è chiamato a vivere, ed è il percorso interiore, la via della fede e della speranza, che conosce momenti di luce e momenti di buio. Qui, nel cammino, il Signore ci incontra, ci ascolta e ci parla.

Prima di tutto ci ascolta. Questa è la seconda parola-chiave: ascoltare. Il nostro Dio è Parola, e al tempo stesso è silenzio che ascolta. Gesù è la Parola che si è fatta ascolto, accoglienza della nostra condizione umana. Quando appare accanto ai due discepoli cammina con loro ascoltandoli, e anche stimolandoli a tirare fuori quello che hanno dentro, la loro speranza e la loro delusione. Questo, nella vostra vita di seminario, vuol dire che al primo posto c’è il dialogo con il Signore fatto di ascolto reciproco: Lui ascolta me e io ascolto Lui. Nessuna finzione. Nessuna maschera.

Questo ascolto del cuore nella preghiera ci educa ad essere persone capaci di ascoltare gli altri, a diventare se Dio vuole preti che offrono il servizio dell’ascolto – e come ce n’è bisogno! –; e ci educa ad essere sempre più Chiesa in ascolto, comunità che sa ascoltare. Voi adesso lo vivete specialmente a contatto coi giovani, incontrandoli, ascoltandoli, invitandoli ad esprimersi… Ma questo vale per tutta la vita pastorale: come Gesù, la Chiesa è mandata nel mondo per ascoltare il grido dell’umanità, che spesso è un grido silenzioso, a volte represso, soffocato.

Cammino; ascolto; la terza parola è discernimento. Il seminario è luogo e tempo di discernimento. E questo richiede accompagnamento, come fa Gesù con i due discepoli e con tutti i suoi discepoli, in particolare i Dodici. Li accompagna con pazienza e con sapienza, li educa a seguirlo nella verità, smascherando le false attese che essi portano nel cuore. Con rispetto e con decisione, come un buon amico e anche un buon medico, che a volte deve usare il bisturi. Tanti problemi che si manifestano nella vita di un prete sono dovuti a una mancanza di discernimento negli anni del seminario. 

Non tutti e non sempre, ma tanti. E’ normale, vale lo stesso per il matrimonio: certe cose non affrontate prima possono diventare problemi dopo. Gesù non finge con i due di Emmaus, non è evasivo, non aggira il problema: li chiama «stolti e lenti di cuore» (Lc 24,25) perché non credono ai profeti. E apre loro la mente alle Scritture, e dopo, a tavola, apre loro gli occhi alla sua Presenza nuova, nel Segno del pane spezzato.

Il mistero della vocazione e del discernimento è un capolavoro dello Spirito Santo, che richiede la collaborazione del giovane chiamato e dell’adulto che lo accompagna.

La quarta parola, lo sappiamo, è missione; e il Sinodo dei giovani ha valorizzato molto la dimensione sinodale della missione: l’andare insieme incontro agli altri. I due di Emmaus ritornano insieme a Gerusalemme e soprattutto si uniscono alla comunità apostolica che, per la potenza dello Spirito, diventa tutta missionaria. Questa sottolineatura è importante, perché la tentazione di essere bravi missionari individuali è sempre in agguato. Già da seminaristi si può cadere in questa tentazione: sentirsi bravi perché si è brillanti nel predicare, o nell’organizzare eventi, o nelle belle cerimonie, e così via. Troppo spesso la nostra impostazione è stata individuale, più che collegiale, fraterna. E così il presbiterio e la pastorale diocesana presentano magari splendide individualità ma poca testimonianza di comunione, di collegialità. Grazie a Dio si sta crescendo in questo, anche costretti dalla scarsità di clero, ma la comunione non si fa per costrizione, bisogna crederci ed essere docili allo Spirito.

Cari fratelli, ecco gli spunti che vi lascio, tutti contenuti nell’icona evangelica dei discepoli di Emmaus: camminare; ascoltare; discernere; andare insieme. Chiedo al Signore e alla Vergine Maria di accompagnarvi, vi benedico e prego per voi. E voi, per favore, ricordatevi di pregare per me.

Source:  Ai seminaristi dell’Arcidiocesi di Agrigento (24 novembre 2018) | Francesco


Papa Francesco: la Chiesa è chiamata ad ascoltare il grido dell’umanità | Vatican News

Nell’udienza ai seminaristi dell’arcidiocesi di Agrigento, il Papa parla a braccio e consegna il discorso preparato nel quale evidenzia alcune parole chiave per il loro futuro da sacerdoti. Francesco insiste molto, nel testo, sulla necessità di far cadere ogni maschera, ogni finzione, cercando solo di essere veri davanti a Gesù
 
24 novembre 2018, 12:24 – Benedetta Capelli – Città del Vaticano

papa-francescoVerità verso se stessi e verso Dio: è il concetto che Papa Francesco non si stanca di ripetere nel discorso consegnato ai seminaristi dell’arcidiocesi di Agrigento, accompagnati all’udienza in Vaticano dal loro arcivescovo, il cardinale Francesco Montenegro che, poco prima dell’incontro, ha avuto un colloquio con il Pontefice.

Come i discepoli di Emmaus

Francesco indica quattro parole chiave, ispirandosi all’icona biblica dei discepoli di Emmaus, richiamando così il recente Sinodo dei giovani. Nel suo discorso, ricorda il cammino che tutti siamo chiamati a fare avendo come unica luce il Signore. “Gesù Risorto ci incontra nel cammino, che nello stesso tempo è la strada – evidenzia il Papa nel testo consegnato – cioè la realtà in cui ognuno di noi è chiamato a vivere, ed è il percorso interiore, la via della fede e della speranza, che conosce momenti di luce e momenti di buio. Qui, nel cammino, il Signore ci incontra, ci ascolta e ci parla”.

Nessuna maschera

papa-francescoLa verità che chiede il Papa va cercata nell’ascolto della Parola di Dio, nel dialogo continuo e reciproco con Gesù. “Lui ascolta me – sottolinea Francesco – e io ascolto Lui. Nessuna finzione. Nessuna maschera”. “Questo ascolto del cuore nella preghiera ci educa ad essere persone capaci di ascoltare gli altri, a diventare se Dio vuole preti che offrono il servizio dell’ascolto – e come ce n’è bisogno! –; e ci educa ad essere sempre più Chiesa in ascolto, comunità che sa ascoltare. La Chiesa – aggiunge Francesco – è mandata nel mondo per ascoltare il grido dell’umanità, che spesso è un grido silenzioso, a volte represso, soffocato”.

Seminario, luogo del discernimento

Gesù accompagna i discepoli di Emmaus, tirando fuori da loro la speranza e la delusione ma – ricorda il Papa – Lui non è solo un buon amico ma anche un buon medico che a volte “deve usare il bisturi”. Così è importante imparare a discernere e il seminario è il luogo per farlo, è necessario però l’accompagnamento. “Tanti problemi che si manifestano nella vita di un prete – scrive – sono dovuti a una mancanza di discernimento negli anni del seminario. Non tutti e non sempre, ma tanti. E’ normale, vale lo stesso per il matrimonio: certe cose non affrontate prima possono diventare problemi dopo. Il mistero della vocazione e del discernimento è un capolavoro dello Spirito Santo, che richiede la collaborazione del giovane chiamato e dell’adulto che lo accompagna”.

Non essere missionari individuali

papa-francesco“Missione” è l’ultima parola che Francesco indica ai seminaristi, ricordando loro “la dimensione sinodale, l’andare insieme incontro agli altri”. Mai lasciarsi andare alla tentazione di essere “bravi missionari individuali” ma lavorare in comunione per farsi plasmare dallo Spirito. “Troppo spesso la nostra impostazione è stata individuale, più che collegiale, fraterna. E così il presbiterio e la pastorale diocesana – sottolinea il Papa – presentano magari splendide individualità ma poca testimonianza di comunione, di collegialità. Grazie a Dio si sta crescendo in questo, anche costretti dalla scarsità di clero, ma la comunione non si fa per costrizione, bisogna crederci ed essere docili allo Spirito”.

Sorgente: Papa Francesco: la Chiesa è chiamata ad ascoltare il grido dell’umanità – Vatican News


Il Seminario di Agrigento incontra Papa Francesco | L’Amico del Popolo

Di Marilisa Della Monica 24 novembre 2018

Lo aveva annunciato loro durante la visita a Palermo ed oggi, i seminaristi del Seminario Arcivescovile di Agrigento hanno incontrato Papa Francesco in un’udienza privata nella Sala Clementina. Ad accompagnarli l’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro, il vicario generale mons. Melchiorre Vutera, il rettore del Seminario don Baldo Reina, il vice rettore don Francesco Baldassano e l’assistente spirituale don Stefano Casà.

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Source: Il Seminario di Agrigento incontra Papa Francesco

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