Io l’amo i miei bambini … | S. Annibale Maria Di Francia (1851-1927)

VERSI in risposta ad un Carme
[Io l’amo i miei bambini …]

ALL’INDIRIZZO DELL’AUTORE
PUBBLICATO DAL SIG. AVV. ANGELO TOSCANO

Come nota di canti peregrini,
Mi giunge il suon della tua cetra bella,
O ignoto amico, e de li miei bambini
Nell’innocente amor mi rinnovella.

Io l’amo i miei bambini; ei per me sono
Il più caro ideal della mia vita,
Li strappai dall’oblio, dall’abbandono,
Spinto nel cor da una speranza ardita.
Fiorellini d’Italia, appena nati,
Era aperto l’abisso a divorarli,
Non era sguardo d’occhi innamorati
Che potesse un istante sol bearli.

Pargoletti dispersi in sul cammino,
Senza amor, senza brio, senza sorrisi,
Ahimè!, quale avvenir, quale destino,
Li avria, nel torchio del dolor conquisi!

Perle deterse le bambine mie,
Le raccolsi nel loto ad una ad una,
Quasi conchiglie in mezzo delle vie:
Oggi avviate a più civil fortuna.

Mi chiaman Padre: sulle loro chiome
Del Ministro di Dio la man si posa;
Chiamano Madre, e a così dolce nome,
Risponde del Signor la casta Sposa.

Perché non manchi a queste mense il pane
Ò gelato, ò sudato… – oh, ecco intanto
Quest’oggi il vitto, o figli miei; dimane
Ci penserà quel Dio che vi ama tanto!

Spesso ò battuto a ferree porte invano:
Atroce è stata la sentenza mia:
– Via di qua l’importuno, egli è un insano,
Sconti la pena della sua follia! –

O miei bambini, un dì verrà che voi
Saprete il mio martirio e l’amor mio,
Che più non ama il padre i nati suoi,
Che per voi scongiurai gli uomini e Dio!

O ignoto amico! il verso tuo potesse
Sciogliere i geli e convertirli in fuoco,
Onde Pietà li doni suoi spandesse,
Pietà che al Cielo ed alla Terra invoco!

Fonte: [VOLUME 47] CANONICO A. M. DI FRANCIA DA MESSINA, FEDE E POESIA, VERSI. VOLUME UNICO, ORIA. Tipografia Antoniana dell’Orfanotrofio Maschile Del Canonico A. M. DI FRANCIA, 1926, pp. 147-148


Commento

“[…]

4.- LA RELAZIONE FONDAMENTALE TRA EDUCANDO ED EDUCATORE

La relazionalità fondamentale basata sull’amore genera, in S. Annibale, quella sua capacità di dono di sé materno e paterno verso i piccoli ed i poveri che non attinge semplicemente un buon sentimento di umana pietà, ma diventa habitus, stile di vita, sostanza del suo essere e del suo agire.

Questa stessa capacità Egli richiede negli Educatori nei propri Istituti.

E’ opportuno tentare di cogliere le radici di questa paternità, meglio della maternità e paternità di S. Annibale in una delle sue poesie, la più famosa, comunemente citata: “Io l’ amo i miei bambini”.

In verità il titolo della poesia è: “Versi in risposta ad un carme”. Tale carme fu pubblicato dall’ avvocato Angelo Toscano.

Secondo il padre Tusino, autore dell’ Anima del Padre, autore di questo carme è lo stesso Avvocato Toscano (Cfr. Tusino, Anima del Padre, p. 604, nota a pi’ pagina), giornalista e poeta, ma non di area cattolica. Egli apprezzava l’ Opera di S. Annibale, almeno dal punto di vista filantropico. I versi da lui scritti in omaggio al Padre Fondatore non sono mai stati ritrovati.

Al di là della conoscenza dei versi essi dovevano essere certamente versi di elogio e di ammirazione per il Padre e per la sua opera di carità.

Il Padre accetta gli apprezzamenti e gli elogi, anche se provenienti da uno sconosciuto, perché rispondono alla verità e perché non suscitano vanagloria e superbia.

Ecco la poesia: Come nota di canti peregrini

Sia pure rapidamente occorre focalizzare, attraverso le espressioni della poesia, alcuni elementi essenziali per la comprensione della natura della maternità e paternità di S. Annibale.

A) ANALISI DELLA POESIA
1: “Nell’ innocente amor, mi rinnovella
[…]”

Sorgente: APPROCCIO ALLA PEDAGOGIA ROGAZIONISTA SECONDO LA MENTE ED IL CUORE DI S. ANNIBALE MARIA DI FRANCIA, pp. 7-11 […]


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