don Tonino, Vescovo

“Prima i poveri italiani e dopo i poveri africani. Sbaglio?”, così il ministro Salvini insiste sulla sua politica migratoria che ha programmaticamente voluto “mostrare i muscoli” alle nazioni europee affinché l’Europa ( senza deleghe particolari per l’Italia) si assumesse in toto le proprie responsabilità e divenisse “soggetto unico” del problema migratorio sempre più complesso politicamente, più delicato e drammatico umanamente.
E già che lo chiede il ministro stesso, ponendosi in questo modo in dialogo, proviamo a chiarire umilmente perché “sbaglia”.
I poveri italiani non dovrebbero esistere nella nostra democrazia avanzata, ma già che esistono – a nostra vergogna- e sono tanti, il governo non si impegna per loro “prima”, ma per loro si impegna “sempre”. Pertanto, proprio per il dovere politico del servizio al bene comune, è uno sbaglio logico mettere in rapporto i poveri italiani con i poveri africani, quel “prima” e quel “dopo” non ha senso, se non…

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