OMELIA DEL CARD. ANGELO SODANO

Cattedrale di Ragusa Sabato, 4 giugno 2005

Fratelli e sorelle nel Signore!
È con grande gioia che sono venuto nella vostra bella terra ragusana per l’ordinazione episcopale del caro Don Giambattista. Vi saluto tutti di cuore, incominciando dal venerato Pastore di questa comunità cristiana, Mons. Paolo Urso, e dai sacerdoti suoi provvidi collaboratori. È il saluto che vi porto anche a nome dei Cardinali e Vescovi, che hanno voluto venire con me a Ragusa, per questa significativa celebrazione. Ed in particolare è l’augurio benedicente che vi trasmetto da parte del Papa Benedetto XVI, il quale qui mi ha inviato per imporre le mani sul capo di Mons. Diquattro ed annoverarlo così nel Collegio episcopale.

La paterna benedizione del Papa giunga a tutti voi, ai familiari del Vescovo eletto, a tutte le autorità che hanno voluto unirsi a questa celebrazione, come all’intera diocesi iblea, così ricca di fede e di vita cristiana.

1. Una nuova missione
Fratelli e sorelle nel Signore, un giorno lontano, il giovane Giambattista sentì la voce del Signore che lo chiamava a seguirlo ed egli rispose generosamente di sì, divenendo presbitero della Santa Chiesa. Il 14 agosto del 1981 il vostro Vescovo emerito Mons. Rizzo gli imponeva le mani ed egli iniziava la sua missione pastorale in questa vostra bella diocesi. Oggi, dopo 24 anni, il Signore chiama Mons. Giambattista ad un servizio ancor più alto, qual è quello dell’episcopato. È sempre lo stesso servizio sacerdotale che ora dovrà svolgere con una nuova responsabilità, su un gradino più alto, ma sempre volto allo stesso fine: quello di continuare nel mondo l’opera salvifica di Cristo, il Buon Pastore che dà la vita per le sue pecorelle. È questa la bella figura del Vescovo che il Vangelo di oggi ci ha delineato.

2. Un rito eloquente
Non sto ora a dilungarmi per spiegare il significato del rito odierno: porterei acqua al mare! È un rito che vi è ben noto e parla direttamente a tutti voi. Come fecero gli Apostoli con i loro primi Successori, io imporrò le mani sul capo dell’eletto. Altrettanto faranno i Vescovi presenti, pronunciando le parole essenziali del rito:
“Effondi sopra quest’Eletto la potenza che viene da Te, o Padre, il tuo Spirito che regge e guida: tu lo hai dato al tuo diletto Figlio, Gesù Cristo, ed egli lo ha trasmesso ai Santi Apostoli, che nelle diverse parti della terra hanno edificato la Chiesa come tuo santuario, a lode e gloria perenne del tuo nome” (Preghiera di Ordinazione di un Vescovo).

3. L’opera del Buon Pastore
Come è noto, l’opera terrena di Gesù terminò con la sua Ascensione al cielo. Già fin dalla sera della sua Risurrezione, Egli aveva detto ai suoi Apostoli: “Come il Padre ha inviato me, così io invio voi” (Gv 21, 21). E prima della sua Ascensione, Cristo rinnovava poi questo mandato ai medesimi Apostoli, dicendo loro: “Andate, dunque, ed istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 19-20).
L’opera di Cristo Buon Pastore sarebbe così continuata con l’opera degli Apostoli e dei loro Successori, fino alla consumazione dei secoli.
In questa missione, gli Apostoli furono pienamente confermati il giorno di Pentecoste, secondo la promessa del Signore: “Ricevete una forza, quella dello Spirito Santo, che discenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e sino alle estremità della terra” (At 1, 8).
Questa forza speciale è quella che scenderà fra poco sul nostro caro confratello Giambattista e lo renderà atto a continuare nel mondo di oggi l’opera di Gesù, Pastore eterno delle nostre anime.
A nome di tutti i Vescovi presenti, io gli chiederò fra breve: “Vuoi, fratello carissimo, adempiere fino alla morte il ministero a noi affidato dagli Apostoli, che noi ora trasmettiamo a te, mediante l’imposizione delle mani, con la grazia dello Spirito Santo?”.
Con il suo sì, totale e generoso, il Vescovo eletto si disporrà così a ricevere la grazia di guidare, come Buon Pastore, il popolo santo di Dio. Di tale missione di guida è segno eloquente il pastorale che fra breve consegnerò al nuovo Vescovo, dicendogli: “Abbi cura dell’intero gregge, nel quale lo Spirito Santo ti ha posto come Vescovo, per reggere la Chiesa di Dio”.

4. La missione del Nunzio
Il nuovo Nunzio Apostolico non svolgerà la sua missione in una determinata diocesi, come in genere fa la maggioranza dei Vescovi. Egli collaborerà con il Papa, Pastore della Chiesa universale. È però sempre la stessa missione pastorale per la diffusione del Regno di Dio. In concreto, il nuovo Vescovo dovrà tenere, a nome del Papa, i contatti con la Chiesa che è in Panamá e favorire pure un dialogo costruttivo con quelle autorità civili. In quel bel Paese dell’America Centrale vi è una Chiesa molto fiorente, desiderosa di essere sempre più unita con il Successore di Pietro. Ed il Nunzio Apostolico sarà vicino a quei Pastori e fedeli, collaborando pure con le autorità civili, per il progresso materiale e spirituale di quelle care popolazioni.
Gli sarà d’esempio la dolce figura di un grande Nunzio dei tempi moderni, il Beato Giovanni XXIII, che prima di diventare Patriarca di Venezia e poi Sommo Pontefice, fu per 29 anni Rappresentante Pontificio, prima in Bulgaria, poi in Turchia e Grecia, ed infine in Francia. Leggendo le memorie che ci ha lasciate nel suo noto libro Il Giornale dell’anima, ci troviamo di fronte alla figura di un Pastore che, in ogni circostanza della sua vita movimentata, in circostanze storiche assai difficili, dimostrò di essere totalmente consacrato al servizio della Chiesa.

5. Con la forza dell’amore
Caro Don Giambattista, grande è la missione che ti attende in terra panamense. Con la forza dell’amore contribuirai a diffondere il Vangelo di Cristo, ricordando il motto dell’Apostolo Paolo: “È l’amore di Cristo che ci sospinge”, “Caritas Christi urget nos” (2 Cor 5, 14).
Come il Buon Pastore, cercherai di conoscere ed amare con tanta comprensione ogni categoria di persone. San Francesco di Sales scriveva nella sua Introduzione alla vita devota che “nella cura d’anime occorrono una tazza di scienza, un barile di prudenza ed un oceano di pazienza”. Questo vale tanto più nella vita di un Nunzio, che deve essere ovunque strumento di pace e di riconciliazione.

6. Conclusione
Oggi nella liturgia della Chiesa, ricordiamo il Cuore Immacolato di Maria, il Cuore di una Madre che è sempre accanto ai suoi figli. Dal cielo, Maria Santissima vegli su di te e ti sia sempre accanto sulle strade che dovrai percorrere per portare agli uomini d’oggi il Vangelo di Cristo.


L’Osservatore Romano 6/7.6.2005 p.6.

Source: Ordinazione episcopale a Mons. Diquattro, Arcivescovo titolare di Giromonte, Nunzio Apostolico in Panamá | L’Osservatore Romano

 

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