di  19 febbraio 2018

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Il mecenate Antonio Presti prosegue nel suo percorso artistico e spirituale con una grande installazione a Librino, Catania, ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco. Il progetto vede il ritorno nella periferia catanese del fotografo franco-iraniano Reza Deghati, accompagnato dal fratello Manoocher, anch’egli fotogiornalista di fama internazionale.

Librino, periferia di Catania, riprende un nuovo percorso di impegno sociale e civile che trova il suo senso in una grande installazione su tutti i pali della luce del quartiere. Il “Cantico di Librino”, ispirato al Cantico delle Creature di San Francesco, è un’idea del mecenate Antonio Presti e della sua Fondazione Fiumara d’Arte, che da vent’anni realizza progetti artistici a fini sociali nella periferia catanese.
Il progetto vede il ritorno a Librino del grande fotografo franco-iraniano Reza, accompagnato dal fratello Manoocher Deghati, anch’egli fotogiornalista di fama internazionale.

Che cos’è il Cantico di Librino? ≪Abbiamo fotografato gli abitanti del quartiere, dai bambini piccoli alle persone anziane per raffigurare il ciclo della vita in una rappresentazione del Cantico. Queste immagini saranno installate su giganteschi banner verticali e sotto ogni immagine metteremo una parola del Cantico, come “Laudato sii mio Signore” in modo tale da restituire agli abitanti la consapevolezza di sentirsi parte dell’universo≫, dice Antonio Presti. Il progetto, ora in corso, inaugurerà ad aprile-maggio.

Gli abitanti del quartiere, 1400 persone di ogni ordine di età, saranno fotografati da dieci giovani fotografi siciliani: Arianna Arcara, Luigi Auteri, Valentina Brancaforte, Cristina Faramo, Claudio Majorana, Alessio Mamo, Orazio Ortolani, Maria Sipala, Alessandro Vullo, coordinati dal fotoreporter Antonio Parrinello.

I laboratori si tengono nelle scuole ma soprattutto nelle parrocchie, perché ≪trattandosi di un Cantico, è stato più giusto coinvolgere le chiese≫, spiega Antonio Presti.

Che prosegue: ≪Questo è un grande lavoro spiritualesociale e che ha anche valore universale e sarà di facile lettura: tutti gli abitanti capiranno il messaggio attraversando il quartiere, dove incontreranno a ogni palo della luce una parola del Cantico o un’immagine di quella bellezza≫.

Continua Presti: ≪Il Cantico delle Creature unisce alla preghiera la consapevolezza che in un luogo di mancamento come Librino la parola di San Francesco può dare una forza in più agli abitanti del quartiere per ricordare loro che sono creature dell’universo≫.

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Antonio Presti e Reza con due dei giovani fotografi siciliani

Reza considera l’impegno assunto a Librino nel 2011 come un progetto pilota, poi sviluppato in gran parte del mondo: la collaborazione vede riattivarsi e accrescere il patrimonio dell’archivio socio-antropologico del Museo Internazionale dell’Immagine, dedicato al quartiere catanese, un grandissimo museo all’aperto: nella visione del progetto, l’arte deve essere condivisa da tutta la comunità, che diventa la protagonista della pratica artistica.

Il fotografo franco-iraniano donerà a Librino cinque gigantografie che saranno installate sulle facciate dei palazzi. Si tratta di una selezione fra i lavori più importanti dell’artista: ≪Torno a Catania per mantenere una promessa fatta ai bambini di Librino-spiega- sono orgoglioso di essere al fianco di Presti per concludere un progetto che mi ha consentito di accogliere un valore etico prima ancora che professionale≫.

Reza e Antonio Presti condividono la stessa visione dell’arte in senso etico, che va al di là della pura estetica. L’azione artistica è sia etica sia civica: deve toccare le persone e cambiare le loro vite. Reza e Manoocher tengono laboratori nelle chiese e sono supervisori del lavoro dei giovani fotografi.

I progetti di Antonio Presti a Librino danno speranza e futuro al quartiere catanese attraverso la Bellezza e l’arte, coinvolgendo tutta la cittadinanza: ≪Parlare di Bellezza in luoghi come Librino potrebbe suonare come un’utopia ma il linguaggio della Bellezza è la risposta necessaria al diffuso codice di violenza≫.

Antonio Presti sottolinea l’importanza del ringraziamento. ≪In questo momento in cui c’è una società che non ascolta più, arrabbiata, in questo momento di mancamento dell’anima della spiritualità, più che mai bisogna aumentare la potenza del ringraziamento. Il Cantico di Librino vuole restituire a tutti, non solo agli abitanti di Librino ma a chiunque vi passi, questa grande condizione dell’anima, la condizione del ringraziamento≫.

Conclude Presti: ≪Librino grazie a questa installazione diventerà quel luogo in cui per entrare e per uscire bisogna solo cantare, perché chi canta prega due volte, come diceva Sant’Agostino. Quindi il canto come preghiera contatta il sublime dell’anima. Andando in macchina nel quartiere e vedendo le immagini del Cantico gli abitanti si collegheranno al sublime, all’universale. E quando ti colleghi al sublime anche per un attimo il ritorno all’ordinario non è più come prima≫.


Le foto dell’articolo sono della Fondazione Antonio Presti-Fiumara d’Arte.
Foto di apertura: Antonio Presti, Reza e Manoocher e i giovani fotografi siciliani davanti alla Porta della Bellezza.

Source: Un Cantico per Librino (19/02/2018) – Vita.it

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