Un forum di bioetica per la vita | Insieme Ragusa

carmelo-la-portaPubblicato il 5 febbraio 2018di Carmelo La Portalogo_insieme


Nell’ambito delle Giornate Diocesane della Vita e del Malato, gli uffici per la pastorale della salute, per la pastorale familiare, per l’insegnamento della religione e i responsabili della Consulta delle aggregazioni laicali e del Centro Aiuto alla Vita della Diocesi di Ragusa hanno promosso un forum di bioetica.

“È intento della Diocesi – dichiara il vicario generale, don Roberto Asta, – proporre dei momenti di confronto e approfondimento sulle tematiche più rilevanti di bioetica per aiutare le comunità ecclesiali, le famiglie e i singoli fedeli ad un discernimento non sempre facile nei momenti di fragilità della vita”.

L’appuntamento è per mercoledì 7 febbraio alle ore 19.00 nel Saloncino della Parrocchia S. Giuseppe Artigiano, dove si discuterà sul tema “L’accompagnamento alla vita. Istanze etiche nel fine vita“. Sarà relatore il Prof. Avv. Salvatore Amato, docente di Filosofia del Diritto del Dipartimento di Giurisprudenza all’Università di Catania, componente del Comitato Nazionale per la Bioetica e Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Siracusa.

L’argomento costituisce una delle problematiche più attuali di bioetica, considerata la recente approvazione della legge sul fine vita, entrata in vigore il 31 gennaio 2018, e sarà utile conoscere e approfondire la problematica che le DAT (Disposizioni anticipate di trattamento) pongono alla coscienza del singolo e alle strutture cattoliche.

Sugli interrogativi che la normativa crea si sofferma don Giorgio Occhipinti, direttore diocesano dell’ufficio per la pastorale della salute e cappellano all’Ospedale Civile di Ragusa: “Quelli che operano accanto ai malati, nelle corsie e nei pronto soccorso, sanno quanti e quali conflitti si leveranno tra pazienti, familiari, medici e infermieri? Abbiamo poche ore per decidere sulla vita di questa persona, a volte pochi minuti: che facciamo? Lo salviamo, lo lasciamo morire? Che significa oggi essere medico? Su questi interrogativi che tutti ci poniamo, è importante avere chiarezza e discernimento”.

“Il forum di bioetica – conclude don Occhipinti – collocato tra due importanti appuntamenti diocesani “La Giornata per la Vita” e “La Giornata del Malato” sarà l’occasione per riflettere insieme sul senso cristiano della vita, dono di Dio per ogni uomo, spazio di libertà e tempo di amore, offerto a noi per costruire il bene nostro e il bene comune”.

Source: Un forum di bioetica per la vita – Insieme Ragusa


Lettera presentazione Convegno

GIORNATE DIOCESANE DELLA VITA E DEL MALATO DAL 4 AL 18 FEBRAIO 2018
Forum di Bioetica – Mercoledì 7 Febbraio 2018
Incontro Dibattito: L’accompagnamento alla vita. Istanze etiche nel fine vita.
Relatore: Prof. Avv. SALVATORE AMATO
Docente di Filosofia del Diritto del Dipartimento di Giurisprudenza all’Università di Catania, componente del Comitato Nazionale per la Bioetica e Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Siracusa.

La legge sulle “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, approvata nel mese di dicembre dal Parlamento, “non prevede l’obiezione di coscienza del medico e della struttura sanitaria, perché rende obbligatorio porre in atto le disposizioni espresse dal paziente. Quindi, se un paziente chiede di porre fine alla propria vita in una struttura sanitaria cattolica, noi dovremmo assisterlo nella sua volontà di suicidio. Questo è in aperto contrasto con il Vangelo e il Magistero ma è anche in contrasto con la legislazione italiana, che tutela il diritto all’obiezione di coscienza. In Italia, oggi, ci troviamo a vivere uno scenario preoccupante a seguito dell’approvazione della legge, presentata come una grande conquista di libertà. La libertà deve essere orientata alla costruzione del bene della persona e del bene comune, rilevando che “non troviamo questi tratti nella legge approvata”. Non sarà un’eutanasia attiva, nel senso che qualcuno farà qualcosa per porre fine alla vita di una persona, ma può essere definita una ‘‘eutanasia giuridicamente tollerata”, sottolineando che “la valutazione della legge non può essere positiva”. Come cattolici non possiamo riconoscerci in questa legge”, sarebbe stato opportuno riflettere con serenità su alcune correzioni e miglioramenti possibili. Una legge sul fine vita poteva essere utile, ma non questa.  Bisogna valutare poi il rischio “dell’aziendalismo” anche di ospedali cattolici, confermando che “il nostro obiettivo è la cura integrale della persona, non il profitto economico”. Speravamo che fosse difesa la libertà di obiezione di coscienza dei medici e degli ospedali cattolici; speravamo che dare da bere e da mangiare non fossero considerate delle terapie, ma il diritto naturale dell’uomo al suo sostentamento; speravamo che gli ospedali cattolici non fossero costretti a rifiutare di obbedire ad una legge dello Stato quando in conflitto con una legge del Vangelo, noi non vogliamo uccidere nessuno. Quelli che operano accanto ai malati, nelle corsie e nei pronto soccorso, sanno quanti e quali conflitti si leveranno tra pazienti, familiari, medici e infermieri. Chi ha stabilito cosa? Siamo sicuri che l’ha scritto il paziente questo foglio? Abbiamo poche ore per decidere sulla vita di questa persona, a volte pochi minuti: che facciamo? Lo salviamo, lo lasciamo morire? Che significa oggi essere medico? Tante domande, nessuna risposta. Su questi interrogativi che tutti ci poniamo, è importante avere chiarezza e discernimento.

Il Convegno di Bioetica organizzato giorno 7 febbraio prossimo, collocato tra due importanti appuntamenti diocesani “La Giornata per la Vita” e “La Giornata del Malato” sarà l’occasione per riflettere insieme sul senso cristiano della vita, dono di Dio per ogni uomo, spazio di libertà e tempo di amore, offerto a noi per costruire il bene nostro e il bene comune.

don-giorgio-occhipintiDon Giorgio Occhipinti
Direttore Ufficio Diocesano Pastorale della Salute


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