75° sacerdozio di padre Russo: «Da lui abbiamo imparato ad amare la vita» – LE FOTO CON I PONTEFICI

75 anni di ordinazione sacerdotale per mons. Calogero Russo | giornalekleos.it

lunedì, 7 marzo 2016 10:06

mons-calogero-russoPARTANNA – Domani (8 marzo) è il 75° anniversario di ordinazione sacerdotale di mons. Calogero Russo, nato a Partanna, il 21 maggio 1918.

Mons. Russo, ordinato presbitero l’8 marzo 1941, dopo aver completato gli studi nel Seminario Vescovile di Mazara del Vallo, ha sempre servito la sua Chiesa con dedizione attenta e silenziosa. Vice rettore del Seminario, Segretario personale di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Salvatore Ballo Guercio, Arciprete di Partanna e Vicario Foraneo della stessa città sono le tappe di un cammino svolto con fede e all’insegna del servizio. L’Azione Cattolica, le organizzazioni parrocchiali e la comunità tutta lo riconoscono tutt’oggi come guida sicura. Dopo essersi ritirato dal lungo servizio ministeriale come Arciprete della chiesa Madre di Partanna, da circa 18 anni vive nella sua casa accudito con cura e affetto dalle nipoti, continuando quotidianamente a celebrare l’Eucaristia e ad assistere spiritualmente le molte persone che frequentano la sua casa, “ormai divenuta un autentico cenacolo di preghiera”.

Pubblichiamo un articolo di don Giuseppe Inglese, che è stato “accompagnato, aiutato e sostenuto nel suo cammino spirituale da padre Russo“, in preparazione dell’anniversario di domani:

Intervento di don Giuseppe Inglese

“Disturbo…?” “Ciao Giuseppe! Cos’è questa parola? Nel mio vocabolario non esiste la parola “disturbo”.

È proprio così. Ogni fine settimana, da seminarista, tornavo a Partanna e andavo a fare visita a Padre Russo: lo trovavo sempre davanti alla porta con le braccia spalancate, il sorriso sulle labbra e il tono pacato e accogliente della sua voce.

In tutti gli anni di seminario fino ad oggi, Padre Russo mi ha accompagnato, sostenuto e aiutato nel mio cammino spirituale, formativo e umano. Ringrazio il buon Dio per avermi fatto incontrare un maestro di vita, un padre nella fede, un confratello esemplare nel sacerdozio.

mons-calogero-russoVado volentieri da Lui per ascoltare la sua saggezza, apprenderla e custodirla e ogni volta torno stupito dalla sua umanità e profonda spiritualità.

Sono numerosi i racconti di vita e di fede che mi ha trasmesso, soprattutto in riferimento alla comunità di Partanna, con la quale ha avuto sempre un rapporto appassionato, come un Padre con i suoi figli. La sua paternità pastorale lo ha portato a donarsi senza riserve, come dice l’apostolo Pietro: “Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge” (1 Pt 5,2-3).

Ancora oggi, pur segnato dalla malattia e dalla sofferenza, non nasconde il suo sorriso e la sua straordinaria umiltà. Ogni giorno celebra l’Eucarestia in casa e tanta gente continua ad andare da Lui per una confessione, per un consiglio, per una parola di conforto e lui sulla sedia a rotelle o dal letto continua la missione che la Chiesa gli ha affidato: “a volte si porrà davanti per indicare la strada e sostenere la speranza del popolo, altre volte starà semplicemente in mezzo a tutti con la sua vicinanza semplice e misericordiosa, e in alcune circostanze dovrà camminare dietro al popolo, per aiutare coloro che sono rimasti indietro” (Evangelii Gaudium 31).

mons-calogero-russoPer la comunità di Partanna è non solo punto di riferimento, ma una testimonianza di vita evangelica e di correttezza morale, stimato e amato da credenti e non, per la sua profondità spirituale che lascia il segno in chi lo incontra.

Un giorno gli chiesi: “Monsignore, non si stanca di celebrare tre Messe nel giorno dei defunti?” rispose: “Per il Signore non mi stanco mai!”.

È questo il suo fascino: è un prete innamorato di Dio. Grazie Padre Russo per tutto quello che mi ha trasmesso: continui nel silenzio della sua casa ad essere luce e speranza per Partanna e per la nostra Chiesa”.

Don Giuseppe Inglese


***

6 marzo 2016

Otto marzo 2016: 75° anniversario di sacerdozio di monsignor Calogero Russo. Un evento carico di emozione per quanti hanno avuto modo di apprezzare la fede e l’umiltà della persona e del sacerdote che per tanti anni ha curato ed è rimasto al servizio della parrocchia e della città di Partanna. La chiesa madre, in momenti non sempre facili (quali il terremoto del 1968), ha potuto contare sulla presenza di un parroco che ha amato e continua ad amare la sua vocazione. Ha curato ogni momento liturgico, ogni incontro con associazioni/gruppi/confraternite, con rigore e precisione dimostrando competenza e grande capacità di ascolto. Mai stanco o impegni personali: al primo posto ci sono sempre stati gli altri, i fratelli a cui si è fatto prossimo nei loro bisogni. La generosità nei confronti dei bisognosi, la carità verso i fratelli è stata esercitata con amore e serietà. La sua vita è stata sempre una gioiosa celebrazione eucaristica: nonostante le difficoltà legate all’età e alla sua cagionevole salute trova tutt’oggi la forza per celebrare la santa messa nella sua abitazione privata in cui ha allestito, da quando ha lasciato ufficialmente gli impegni della parrocchia, un altare.

Da lui molti abbiamo imparato ad amare la vita, con tutte le difficoltà che si possono incontrare, a portare la croce; a rendere testimonianza della fede in Cristo prima in famiglia, poi fuori dalle mura domestiche. Ricordo il carissimo arciprete Russo, come una persona silenziosa, oserei aggiungere contemplativa. La sua vita è stata ed è una continua testimonianza di quanto scritto nel Vangelo di Matteo: «Sia il tuo parlare si si e no no il di più viene dal maligno»; un invito ad essere più riflessivi e a guardare all’essenziale. Qualunque cosa va fatta bene e per il bene di tutti, prima per i nostri nemici, per i quali, ci ha insegnato, è importante pregare. Da lui molti abbiamo imparato che se non riusciamo a dedicare ore ed ore alla preghiera, dobbiamo almeno affidare la giornata e ogni azione a Dio; alla fine della stessa fondamentale è fare un esame di coscienza che può aiutarci a migliorare e a crescere nella fede. Tanti, così come me, sono gli uomini e le donne che guidati dall’arciprete Russo, hanno imparato ad annunciare il messaggio evangelico portando nelle case l’amore misericordioso di Gesù.

Oggi è esempio di saggezza, la saggezza di un anziano moltiplicata all’ennesima potenza. Tanti i talenti che il Signore gli ha dato e che con tanta semplicità mette a frutto tutt’oggi per gli altri. Tanti pensieri, tante persone custodisce nel suo cuore e affida ogni giorno a Dio; tanti fedeli continuano ad avere come guida spirituale l’arciprete Russo che è stato ed è un grande esempio di saggezza e di amore. E’ impossibile dimenticare la dolcezza e contemporaneamente la determinazione con la quale si accostava ai giovani. In maniera silenziosa ha tracciato la strada per tutti e per ciascuno, scrutando e scavando dentro di noi. Non posso che dire grazie. Con infinita gioia e grande entusiasmo ringrazio Gesù per averci dato per lunghissimi anni un sacerdote che nel silenzio ha camminato per le strade di Partanna ed è penetrato nelle nostre case e nei nostri cuori che oggi palpitano d’amore, un amore vero dal quale scaturisce un inno di lode a Dio. Possa il Signore donarci sacerdoti santi e fedeli come monsignor Calogero Russo, la Chiesa ne ha bisogno!

Maria Restivo per Condividere

Source: IL RICORDO/75° sacerdozio di padre Russo: «Di lui abbiamo imparato ad amare la vita» – LE FOTO CON I PONTEFICI – Diocesi Mazara del Vallo

God bless you!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.