Castiglione di Sicilia (CT), Diocesi di Acireale, giugno 2015

1. In un pomeriggio del mese di giugno 2015 l’Ordinario diocesano ha inaugurato un Museo denominato “Museo Santi Pietro e Paolo”.

Dove si trova questo Museo?

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2. Questo Museo si trova nella Chiesa S. Antonio Abate[1].

[1] VINCENZO SARDO SARDO, Castiglione città demaniale e città feudale. Sue vicende storiche attraverso i secoli, (Con Proemio di F. NICOTRA), PALERMO, Tipografia DOMENICO VENA, 1910, pp. 210-214:

S. Antonio

[210] La viva devozione dei Castiglionesi a S. Antonio Abate, diede origine nel 1601, all’attuale chiesa a Lui intitolata, dopo rovinata l’antica, per effetto di una frana, sul finire del 1500[70].
Mancavano i mezzi per ultimare la costruzione di essa chiesa; per lo che, i rettori pensarono ricorrere allo spontaneo concorso dei confrati, che volentieri si prestarono, e di altre pie persone[71].
Venne su poverissima, ma coll’andar del tempo fu con [211] molto decoro abbellita ed arricchita convenientemente di lasciti e benefici[72] dalla famiglia Sardo, e da altre nobili famiglie castiglionesi.
Per opera di D. Melchiorre Sardo Roggeri, che fu Procuratore di questa chiesa per diverso tempo, venne profusamente decorata di marmi lavorati a musaico[73] e di pitture, delle quali affidava l’esecuzione al celebre pennello del Tuccari.
Tutt’ora vi si ammirano: alcuni episodi della vita del Santo Anacoreta, in cinque tele, la Madonna della Lettera e il quadro dell’Annunziazione, qui trasportato dalla cadente chiesa dell’Annunziata. Ammirabili sono pure gl’importanti musaici, lavori di molto merito; dei quali riuscitissimo è quello del maggiore altare, raffigurante il santo.
Furono parimente, opera del Sardo l’organo[74]; e un tosellino e uno stendardo di damasco bianco, ricamati[75] in oro e seta.
Migliorato, in tal guisa, l’interno di questa chiesa, sul finire dello stesso secolo, il D.r Melchiorre Sardo Campisi, [212] nipote del precedente, completava l’esterno con estetica e monumentale facciata[76].
La centralità di essa, il lusso, direi quasi in cui venne, la resero la chiesa dell’aristocrazia castiglionese[77].
La confraternita dei nobili, che esisteva in questa chiesa, detta dei Bianchi, sotto il nome delle cinque piaghe del Signore o anche dei trentatrè, perchè non poteva eccedere tale numero, era esclusivamente formata di gentiluomini di nascita e di ecclesiastici. Aveva essa il privilegio di intervenire processionalmente, la mattina del mercoledì santo con corona di spine e libano, preceduta dal suo labaro, e portare la varetta col SS. Cristo morto sotto il baldacchino. Non esiste più da tempo[78].
L’altra fondata nel 1605 sotto il titolo delle Anime del Purgatorio[79], sciolta anch’essa da molto tempo, è stata nel secolo XVIII sostituita dall’attuale, detta Confraternita di S. Antonio Abate, che tuttora fiorisce.
A completare il sacro corredo di questo elegante tempio occorreva il simulacro del Santo a cui era desso dedicato. E a tanto, molto devotamente, provvide il barone D. Santo Camardi nel 1818.
[213] Contro ogni aspettativa si ebbe una Statua in legno di meravigliosa fattura[80].
Questo Legno sì divinamente plasmato, vero monumento d’arte, per i suoi pregi venuto in grande celebrità è la mira principale dei visitatori in Castiglione.
La festa, che nella terza domenica di settembre di ogni anno, solennizzavasi in onore di Maria SS. delle Grazie[81], accresceva l’importanza e il decoro del simpatico tempio.
Era dessa «celebrata con molta pompa, e concorso di popolo, e per undici giorni, cioè giorni cinque innanti della Festività, ed altri tanti dopo, come il medesimo giorno della festività, vi era il Mercato, seu Fiera Franca[82], potendo qualunque persona, così citatina come forastiera, entrare ed uscire della città liberamente, qualunque sorta di merci e generi senza pagar grano veruno di gabella, o dogana, o altra angaria; dummodo che le merci si vendessero in fiera, cioè nel piano della chiesa e nelle strade ove passava la processione; eccetto il frutto della nocella, la quale non s’esentava dalle solite gabelle cioè dalle gabelle d’introito ed esito, siccome tale esenzione si ritrovava ab antiquo osservata, oltre le concessioni fatte dall’antichi Prencipi di questa città, e lettere di S. E. e Trib. del Real Patrimonio, registrate nel libro della chiesa.»
[214] Spettava al Procuratore di essa chiesa l’elezione del mastro di fiera nella persona di un gentiluomo, il quale aveva la facoltà: «di dar meta ai pesci, salume, ed altro che veniva in fiera, toccandoli rotolo uno di quello dava la meta oltre dalla mostra, non entrando in ciò i Giurati, come pure di tutto quello occorreva in fiera tanto di Civile quanto di Criminale, non entravano l’Officiali, ma tal facoltà l’aveva il medesimo mastro di fiera, come per inveterata consuetudine si era osservato»[83].


«Si divide la città in sette quartieri: il 1° si chiama il quartiere di S. Pietro, il 2° di S. Maria, il 3° di S. Basilio, il 4° di S. Caterina. il 5° di S. Marco, il 6° di S. Antonio Abate, il 7° delli Cameni, il quale è situato verso l’oriente. Fuori la città vi sono quattro borghi, e questo lo dice anche Filoteo: «ed ha attorno le mura alcuni borghi» … (Cfr. SARDO, p. 27).


Note
(70) Che esisteva laggiù in seno al quartiere, tuttora esistente, che da essa pigliò in nome di S. Antonio Vecchio.
(71) V. petizione delli Rettori di essa chiesa all’Arcivesc. di Messina in data 23 maggio 1601 (Vol. 5 fol. 42 Archivio SARDO cit.) In essa si legge: «non potersi portare a compimento dessa chiesa per la sua estrema povertà, e dovere inoltre ricorrere alla elemosina dei devoti per la manutenzione del Cappellano. Che avesse dato il permesso di poter questuare e lavorare anche nei giorni festivi per compirla al più presto.» I giurati: Staphano Carchopilo e Francesco Cirio e il Giudice Antheo d’Amodeo certificarono la veridicità della supplica.
(72) In generale le chiese di Castiglione erano tutte ben provviste di rendite e di benefici. Spogliate dalla legge del 1866, qualche piccola rendita sfuggita allora, è stata da recente totalmente liquidata; ed al presente, stante il loro completo immiserimento, a stento si mantiene in esse il culto!
(73) Eseguiti dal marmoraro m.ro Tommaso Amato nel 1712 (Archivio SARDO cit. Vol. 8). Lo stile classico del tempio rivela nell’Amato un valente artista; informato alla scuola di quel fra Giacomo Amato (forse a lui congiunto) di cui è opera la facciata dela chiesa del monastero della Pietà a Palermo, insigne monumento dell’ultimo seicento.
(74) Costruito in Palermo nel 1723 da un tale Andronaco per onze 45. – Lo Andronaco doveva a sue spese consegnarlo a Giardini – da Giardini a Castiglione veniva inoltrato a spese della Chiesa (Archivio cit. vol. 8).
(75) A 5 sett. del 1720 i Confrati della congregazione di S. Antonio rilasciavano al Sardo certificato dei lavori fatti eseguire a sua cura (Archivio detto, Vol. 8).
(76) Sulla porta maggiore si legge:

D.O.M.
IU. D. D. MELCHIORRE SARDO.
ECCLESIAE CURATOREM 1796.

La solita smania rinnovatrice dell’epoca nostra, (circa quarant’anni fa) rimoveva i pregevoli altari di marmo, (dei lati) lavorati a musaico, con grave danno dell’artistica armonia del suo interno.
(77) Erano ivi le cappelle gentilizie delle famiglie che emergevano per rango e nobiltà d’origine, in Castiglione.
(78) Manoscr. SARDO cit.
(79) Privilegio di Mons. Arciv. di Messina F. Bonaventura, Patriarca di Costantinopoli a 20 ottobre 1605 (Vol. 9 pag. 590 Archivio SARDO cit.).
(80) E’ attribuita a Niccolò Bagnano! Riuscita l’opera superiore all’aspettativa dell’Artefice, lo stesso si rifiutò a cederla per il prezzo convenuto di onze 40. Ma il barone, sicuro di arricchire la patria sua di un pregevole lavoro, secondò le pretese dell’Artefice complimentandolo generosamente, e con gran contento portò la Statua a Castiglione.
(81) Una statua della Vergine delle Grazie è stata fatta di recente, notevole per la dolcezza del suo volto.
(82) Questa fiera fu parimenti concessa dalla casa Gioeni, come per atto in notar Marcello Parapiedi in data 25 giugno 1629. Sparita è anch’essa da molto tempo. Anni sono, si tentò di fare rivivere l’abbandonata Fiera di S. Antonio, che precedeva di qualche giorno la festa del Santo: ma infruttuosamente!
(83) V. ms. SARDO cit. pag. 56.


Da dove si accede a questo Museo?

3. In questo Museo (Chiesa S. Antonio Abate) si accede da un ingresso laterale a destra della Chiesa dove comunemente tutti ritenevano fosse l’ingresso di una abitazione privata (sul vecchio ingresso erano presenti delle iniziali: FA).

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In una nota della storia di Castiglione scritta dal SARDO viene annotato: “Nel 1819, Bartolomeo Sestini (1) da Pistoia, passava in Sicilia a formare la setta dei Carbonari, Percorse a tal uopo, tutta l’isola; e in Castiglione sorse anche una loggia, che ebbe affiliati, in buona fede, nobili ed ecclesiastici; con a capo o gran maestro D. Giuseppe Calì, dei baroni di San Carlo (2).” Nota (2): “Locale delle segrete riunioni era la casa del fu Antonino Platania Sardo, attaccata alla Chiesa di S. Antonio.” [Cfr. VINCENZO SARDO SARDO, Castiglione città demaniale e città feudale. Sue vicende storiche attraverso i secoli, (Con Proemio di F. NICOTRA), PALERMO, Tipografia DOMENICO VENA, 1910, p. 99, nota (2).]

L’accesso consueto alla Chiesa è sempre stato l’attuale portone centrale e una porticina laterale sul fianco destro.


Cosa è successo dopo tale inaugurazione (giugno 2015)

4. Di fatto: l’unico accesso alla Chiesa S. Antonio Abate è rimasto l’accesso al Museo. Essa viene solo utilizzata in vista di questa nuova finalità assolutamente imprevista e inspiegabile data la secolare importanza che la Comunità di Castiglione di Sicilia (Provincia di Catania, Diocesi di Acireale) ha sempre attribuita a tale Chiesa.

Dunque:  di fatto la Chiesa è stata chiusa al culto (cfr. can. 1222) senza che il Vescovo diocesano, da quello che risulta, abbia mai fatto un atto formale giuridico destinandola “a uso profano non indecoroso” (can. 1222).

Pertanto: con  la benedizione di ciò che in buona fede considerava un semplice ‘museo’ ospitato in una Chiesa storica, l’Ordinario diocesano ha chiuso di fatto al culto una Chiesa. Forse era in lui ‘buona fede‘ quando vedeva tutta l’area interna della Chiesa, compresa la sacrestia, totalmente adibita ad esposizione? Forse era nelle intenzioni di chi aveva progettato tale opera altamente culturale, con l’intervento diretto della stessa Diocesi, escludere ogni attività di culto da un luogo che paradossalmente veniva denominato con i titolari della Parrocchia stessa? Viene semplicemente cancellato culto e Chiesa! Per quali vantaggi pastorali? E’ stata legittimamente consultata la Comunità in tutte le sue varie componenti? In modo esplicito e formale? E’ stato tenuto conto il sensus fidelium (hanno ancora un sensus?)? Un semplice colpo di spugna. Fatto da chi? In nome di cosa? Vediamo i risultati. Vogliamo assolutamente che sia dato conto dei risultati. Dati non addomesticati. Semplici.

E’ interessante a questo punto poter guardare i risultati di tale operazione culturale (vista che quella cultuale non aveva più senso, secondo la convinzione di chi l’ha messo in atto e di chi poi l’ha benedetto). Vediamo i bilanci! Cosa rende alla Parrocchia e alla Comunità l’attività del Museo? Chi può dire di essere al corrente di cosa entri e di come viene gestito tale Museo? Il Direttore, il Parroco, il Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia, la Diocesi per la parte che deve necessariamente visionare, hanno mai ritenuto opportuno, giusto, ragionevole pubblicare annualmente i bilanci di tale attività? Si aspetta che lo facciano per la loro retta coscienza, per senso di giustizia e rispetto della Comunità, non sollecitati dai soliti rompiscatole … E non si può credere che, visto che alcuni sanno (il solito cerchietto), tutti sanno. Aspettiamo. Intanto …

Tour operator? Sulla scia di S. Paolo? Tutti ministri del turismo? Ma per caso non si sta forse confondendo qualcosa? Si è proprio sicuri che è questo il futuro della Chiesa? Guardiani di musei? Delle Chiese?Musei a loro insaputa? E’ la nuova scuola dei seminari? …

Quale culto si svolgeva nella Chiesa S. Antonio?

La tradizione annuale, fino almeno al 2011- (12?), ha sempre previsto:

  • il triduo e la festività annuale in onore del Santo, con varie tradizioni popolari (benedizione del pane, offerta dell’olio, benedizione degli animali, ‘spuria’ …);
  • almeno una volta, dal 1981 al 2010, festa solenne esterna;
  • ricordo annuale della Madonna delle Grazie (la sua statua si trova attualmente nella Chiesa Madre) con festa solenne anche esterna.
  • Fino agli ultimi restauri del 1998-2001 era abituale celebrare in tale Chiesa le esequie, in quanto è la sola Chiesa che ha accesso diretto ad una piazza.
  • In anni recenti sono stati celebrati matrimoni: FABIO SAGLIMBENE e signora (S. E. R. Mons. Paolo URSO), ROSARIO SANGINISI – STEFANIA RUSSOTTI …

La Chiesa S. Antonio Abate è sede anche di una omonima Confraternita, ancora esistente.

S. E. R. Mons. Gaetano Alibrandi (la sua casa natale è sul lato sinistro della Chiesa) ha sempre dedicato tanto attenzione a questa Chiesa. In essa è stata allestita la camera ardente il venerdì 4 luglio e sabato 5 luglio 2003.

Quali lavori recenti sono stati fatti in questa chiesa per renderLa più decorosa?

Can. 1222 – §1. Se una chiesa non può in alcun modo essere adibita al culto divino, né è possibile restaurarla, il Vescovo diocesano può ridurla a uso profano non indecoroso.

5. Il tre novembre 1994 iniziano lavori di restauro degli intarsi della Chiesa ad opera dell’artista castiglionese Pippo Musumeci.

Il 7 settembre 1999 inziano lavori con fondi europei: progetto P.O.P. di lire 574.000.000 ca. per il restauro e il consolidamento della chiesa s. Antonio.

Seguiamo la Cronaca della Parrocchia Santi Pietro e Paolo.

a) “3 novembre 1994. Giovedì. Nel pomeriggio, alle 16,00, funerali della signora Rosa Laviano in Patanè. Viene celebrato nella chiesa S. Pietro; da questa mattina sono iniziati i lavori di restauro nella chiesa S. Antonio (Pippo Musumeci).” (Cronaca della Parrocchia Santi Pietro e Paolo).

b) “17 gennaio 1995. Martedì. Bella giornata, nella prima mattinata; nel pomeriggio coperto. Freddo. Messe nella Chiesa S. Antonio. Nonostante i lavori di restauro in corso la chiesa è stata ripulita per permettere le messe in onore di S. Antonio Abate. La messa delle 11,00 viene celebrata da mons. Alibrandi. Nel pomeriggio un gruppo con il capitano Vinciguerra si reca a Randazzo per partecipare ad un incontro per animatori pastorali.” (Cronaca …). […]

c) “17 gennaio 1996. Mercoledì. Variabile; tramontana. Festa di S. Antonio Abbate. Tre sante messe (8,00; 11,00; 17,00) nella chiesa S. Antonio, oggi riaperta ufficialmente al culto dopo quasi due anni di chiusura a causa dei lavori di restauro degli intarsi di marmo, eseguiti da Pippo Musumeci.” (Cronaca …)

d) “4 aprile 1996. Giovedì. Variabile; pioggia nel tardo pomeriggio. Alle 09,30 messa crismale in Cattedrale ad Acireale. Rappresentano la Parrocchia l’arciprete Cannavò, il sac. -, la superiora delle FSA, la signora Luppino. Nella pomeriggio, alle 19,00, messa in Coena Domini nella Chiesa s. Pietro. Dalla chiesa del Carmine, alle 18,30, partono in processione per s. Pietro il gruppo degli Apostoli preceduti dai bambini. Rappresentazione dell’ultima cena (Archeoclub/AC). Alle 20,30 messa a Verzella. Dalle 20,30 alle 24,00 solenne esposizione dell’Eucarestia nelle chiese s. Pietro, Madonna della Catena, s. Antonio, Carmine. Per la prima volta viene fatta nella chiesa S. Antonio, preparata con molta cura e gusto.” (Cronaca …).

e) “24 luglio 1996. Mercoledì. Bella giornata, calda, estiva. Da qualche giorno viene aperta la chiesa S. Antonio dalle 09,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,30. Continuano i lavori di rifacimento della rete idrica. È interessata la via Abate Coniglio e tutta la zona attorno a s. Pietro.” (Cronaca …).

f) “9 settembre 1996. Lunedì. Variabile. Si abbassa la temperatura, ormai da alcuni giorni. Alle 09,30 riunione a Randazzo del clero del VI° Vicariato. È presente il Vescovo e il suo segretario. La riunione è stata convocata dal Vescovo per stabilire date e modalità della prossima visita pastorale. Comincerà a gennaio con Linguaglossa; sarà a Castiglione dal 24 al 27 aprile; proseguirà quindi con Randazzo fino ai primi di giugno. Nel pomeriggio qualche ragazzo ha tentato di forzare la cassetta delle offerte presente nella chiesa s. Antonio. […] La chiesa già da diverso tempo resta tutta la giornata aperta per permetterne la visita ai turisti. […]”. (Cronaca …).

g) “17 gennaio 1997. Venerdì. Bella giornata. Sante messe nella chiesa di S. Antonio Abbate: ore 8,00 (sac. Treffiletti), ore 11,30 (mons. Alibrandi), ore 17,00 (arc. Cannavò). Molti fedeli, come al solito, alla messa vespertina. Distribuzione del pane benedetto. […]”

h) “11 marzo 1997. Martedì. Nevischio; tramontana. L’architetto Damino pare stia preparando un progetto di manutenzione per la chiesa S. Antonio. Ha già fatto qualcosa per la chiesa s. Vincenzo[…].”

i) “26-27 marzo 1997. […] Nella chiesa s. Pietro e a s. Antonio si cominciano a preparare gli altari per la reposizione dell’Eucarestia (Giovanna Spadaro, Gabriella Consoli, Franca Valastro, le sorelle Agata e Giuseppina Pennisi, Maria Barbagallo …). Giovedì. Messa crismale in Cattedrale ad Acireale. Quest’anno insieme all’arciprete e al sac. – viene solo la signora Vincenza Luppino. Al ritorno si ferma alla cereria Messina di Giarre. Scouts in giro. Alle 18,30 messa ‘in coena Domini’. Presiede mons. Alibrandi. Bambini come apostoli in un tavolo preparato davanti all’altare; non si fa la lavanda dei piedi. Messa a Verzella alle 20,30. Visita nelle Chiese: s. Antonio, Basilica, s. Maria, Carmine. Meno fedeli degli altri anni. Sempre meno.”

l) “25 agosto 1997. Lunedì. Variabile. L’architetto Damino fa rilievi nella chiesa s. Antonio e ricerca in archivio notizie sui lavori del passato. Progetto di restauro? Gli viene suggerito da qualcuno di fare qualcosa anche per la Chiesa di ‘S. Maria del Lume’, piccola chiesa rustica settecentesca nella zona di ‘Galluzzo’.”

m) “22 novembre 1997. Sabato. Variabile. Alle 15,00 prove di canto nella chiesa s. Pietro. Alle 18,00 visita dell’on. Vittorio Sgarbi al centro storico. Resta ammirato delle chiese s. Antonio, s. Pietro e della Basilica. Fa visita anche a mons. Alibrandi, da poco rientrato. E’ stato invitato dal candidato sindaco on. Ilario Floresta, insieme all’on. Scapagnini, Salvo Fleres, Nino Strano … per un convegno nel salone del Carmine dal titolo ‘Castiglione perché? In Sicilia, in Italia, in Europa’. Grande affollamento nel salone. Da Udine arriva nel pomeriggio un rappresentante della ditta Zanin per completare il restauro dell’organo della Basilica. […]”.

n) “26 dicembre 1997. Venerdì. […] Molti turisti oggi non hanno potuto visitare la chiesa s. Antonio. Era anche venuto un giovane con la fidanzata e le rispettive famiglie perché aveva espresso il desiderio di sposarsi in questa chiesa per la bellezza. Sarebbe stato di cattivo gusto visitarla con la presenza di un defunto. È arrivato in mattinata don Rinuccio Di Marco da Roma.”

o) “1 luglio 1998. Mercoledì. Caldo; vento caldo. Incendi. Alle 17,00 riunione del movimento della speranza nella canonica. Presiede l’arciprete; assiste il sac. Treffiletti. Il signor Silvestro presenta all’arciprete una notifica da firmare per il comune in cui si comunica che il prossimo 19 luglio la comunità di Verzella festeggerà S. Giovanni Bosco. Cassiere: Manitta Angelo; presidente, delegato dal Parroco: Silvestro Pino. Durante la riunione l’arciprete presenta al gruppo la comunicazione della commissione regionale che approva il progetto P.O.P. di 574.000.000 ca. per il restauro e il consolidamento della chiesa s. Antonio. Sollecita il sac. Treffiletti a leggerlo perché “è giusto che si sappiano queste cose”.”

p) “7 settembre 1999. Martedì. Variabile. Iniziano i lavori nella chiesa s. Antonio Abbate. Che lavori? Cominciano ad armare un ponteggio nella navata. Quale ditta? Chi dirige i lavori? Si parla dell’architetto Damino… Si vede in diversi orari della giornata il padre Mario…”,

q) “17 gennaio 2000. Lunedì. Variabile; non piove; tramontana nel pomeriggio; molto freddo. Messe nella chiesa s. Pietro in onore di s. Antonio Abbate (chiesa chiusa per i lavori di restauro): 8,00 (sac. Treffiletti); 11,00 (arciprete); 17,00 (arciprete). […]

r) “20 gennaio 2000. Giovedì. Variabile; freddo. Da più di una settimana non stanno lavorando nella chiesa s. Antonio. È già stato liberato dal sopra tetto mobile in lamiera il tetto della navata centrale. I lavori in quel settore dovrebbero essere finiti. Faranno anche la parte sopra il presbiterio?

s) “4 febbraio 2000. Venerdì. Variabile. Da diverso tempo non lavorano nella chiesa di s. Antonio.”

t) “18 maggio 2000. Giovedì. Variabile; tramontana. Continuano i lavori nella chiesa s. Antonio. Guasto elettrico da ieri in Basilica. Il salvavita. Questa mattina dovrebbero venire da Randazzo (ditta Sangani) per sistemarlo.”

u) “9 ottobre 2000. Lunedì. […] . Hanno cominciato a smontare l’impalcatura della chiesa s. Antonio; i lavori esterni sono quasi alla fine (da ultimare la facciata di via Abate Coniglio).”

v) “21 dicembre 2000. Giovedì. Variabile; pioggia. Spettacolo al liceo: fiera del dolce. Alle 15,00, nella chiesa s. Pietro, funerale della signora Maria Catena Di Carlo, di anni 90. Alle 16,00 nel salone del Carmine spettacolo degli alunni delle elementari. Viene liberata totalmente la facciata della chiesa s. Antonio. I lavori dovrebbero essere quasi alla fine. Hanno rimesso le tele alle pareti.”

z) “4 gennaio 2001. Giovedì. Bella giornata; tramontana; vento. Quasi alla fine i lavori nella chiesa s. Antonio. Sistemazione delle luci. […]”

aa) “7 gennaio 2001. Bella giornata. Alle 10,30 a Mitogio celebra padre Ponzio. La messa delle 11,30 è celebrata dall’arciprete; al termine avvisa che mercoledì prossimo ci sarà l’inaugurazione della chiesa s. Antonio, forse con l’intervento del Vescovo.”

ab) “8 gennaio 2001. Lunedì. Ricomincia la scuola. I lavori di metanizzazione continuano in modo costante. Questa mattina hanno cominciato dalla parte alta di via Piave. Lavori di pulizia straordinaria nella chiesa S. Antonio Abate. Oltre l’arciprete partecipano diversi membri dell’azione cattolica e altri (Barbagallo Giuseppe e moglie Angela Cipriano); assente … […]”

ac) “9 gennaio 2001. Martedì. Variabile: tramontana: si abbassa la temperatura. Incontro di clero all’Oasi di Aci S. Antonio. All’arciprete viene riportato da uno dei fratelli Papa il giaccone di pelle che qualche giorno fa era stato prelevato dalla sua macchina. La madre lo ha pure ripulito. Gli riferisce che lo ha trovato. L’arciprete aveva fatto denuncia ai carabinieri. Alle 16,00, nella chiesa del Carmine, funerale della signora Alfia Fiammingo, di anni 75. Per l’inaugurazione della chiesa s. Antonio domani sarà presente il vescovo di Acireale.

ad) 10 gennaio 2001. Mercoledì. Alle 17,30 inaugurazione della Chiesa S. Antonio Abate dopo i lavori di restauro. Partecipa mons. Salvatore Gristina, vescovo di Acireale. Parole introduttive dell’arciprete e del sindaco Concetto Bellia. Il prof. Manitta illustra il valore storico e artistico della Chiesa. E’ presente anche mons. Alibrandi. Chiesa piena. Dopo un rinfresco offerto dal Comune segue un concerto di canti spirituals eseguito da un gruppo di Palermo. Il vescovo s’intrattiene per qualche canto; va via alle 20,20.”

ae) “15-17 gennaio 2001. Lunedì. Variabile; pioggia. Alle 15,00, nella chiesa del Carmine, funerale della signora Grazia Papa, di anni 87. Era membro dell’azione cattolica. Triduo nella chiesa s. Antonio Abate. Martedì. Coperto; pioggia; si abbassa la temperatura. Mercoledì. Coperto; levante; pioggia. Messe nella chiesa s. Antonio (ore 08,00: sac. -; ore 11,00: arciprete; ore 17,00: arciprete). Alla messa vespertina vengono consegnate le tessere dell’AC. Dopo la messa apprezzato sparo pirotecnico!”

ae1) “13 gennaio 2002. L’arciprete annuncia che da mercoledì la messa sarà nella chiesa di s. Antonio in preparazione della festa; domenica prossima non ci saranno messe nella altre chiese.”

af) “20-22 gennaio 2002. [Festa. Processione con la statua del Santo]. Domenica 20. Variabile; freddo; pioggia in serata all’uscita della processione. Messe nella chiesa s. Antonio: 08,30 (sac. -); 10,00 (arciprete); 11,30 (Mons. Alibrandi); 16,45 (arciprete). Dopo la messa solenne benedizione degli animali dal balcone di mons. Alibrandi. Prima dell’uscita della processione con la statua di S. Antonio pioggia. Lunedì 21. Variabile. Messa vespertina nella chiesa s. Antonio. Preparativi per il matrimonio di domani. Martedì 22. Bella giornata, assolata, fredda. Alle 11,00, nella chiesa S. Antonio Abate, matrimonio di Fabio Saglimbene; presiede mons. Paolo Urso, Vicario Generale. La sposa è di Acireale.”.

ag) “12 gennaio 2003. Nevischio per tutta la giornata. La messa delle 11,30 è celebrata dall’arciprete (pochi fedeli…). Avvisa che giovedì inizierà il triduo per la festa esterna di s. Antonio Abate. Gira per il paese la ‘commissione’ per la festa (ca. Vinciguerra,sig. Silvestro…).”

ah) “16-19 gennaio 2003. Giovedì. Inizia il triduo in preparazione alla festa di s. Antonio Abate domenica 19. Da ieri sera sono affissi manifesti a cura della commissione (firmata Franco Raiti).
Venerdì. Pioggia continua per tutta la giornata, a volte abbondante; levante. Messe nella chiesa s. Antonio: 08,30 (sac. Treffiletti); ore 11,00 (arciprete); ore 16,45 (arciprete).
Sabato. Pioggia; levante.
Domenica. Variabile; tramontana; non piove. Festa esterna in onore di S. Antonio Abate. Messe: ore 08,30 (sac. -); ore 11,00 (arc. Cannavò); ore 16,45 (arc. Cannavò). Alla messa delle 11,00 battesimo del piccolo Salvo Lomonaco. Dopo la messa benedizione degli animali in piazza S. Antonio (mons. Alibrandi dal balcone). Distribuzione di ‘spuria’, ‘frittuli’ e vino nei locali dell’ex azienda elettrica (palazzo Camardi). Qualche contrattempo alla prima messa: assenza del suono delle campane e del segnale con le bombe (ritardo o incomprensione). Processione con la statua del Santo.”

ai) “4 giugno 2005. Sabato. Nel pomeriggio, alle 18,00, nella chiesa S. Antonio Abate, matrimonio SANGINISI ROSARIO – RUSSOTTI STEFANIA. Presiede l’arciprete.”

[…]


C.I.C. – PARTE III – I LUOGHI E I TEMPI SACRI

TITOLO I

I LUOGHI SACRI

(Cann. 1205 – 1243)

Can. 1205 – Sono luoghi sacri quelli che vengono destinati al culto divino o alla sepoltura dei fedeli mediante la dedicazione o la benedizione, a ciò prescritte dai libri liturgici.

Can. 1206 – La dedicazione di un luogo spetta al Vescovo diocesano e a quanti sono a lui equiparati dal diritto; gli stessi possono affidare a qualunque Vescovo o, in casi eccezionali, a un presbitero il compito di celebrare la dedicazione nel proprio territorio.

Can. 1207 – I luoghi sacri vengono benedetti dall’Ordinario; tuttavia la benedizione delle chiese è riservata al Vescovo diocesano; entrambi, poi, possono delegare a ciò un altro sacerdote.

Can. 1208 – Della compiuta dedicazione o benedizione della chiesa, come pure della benedizione del cimitero si rediga un documento, e se ne conservi una copia nella curia diocesana e un’altra nell’archivio della chiesa.

Can. 1209 – La dedicazione o benedizione di un luogo, purché non torni a danno di alcuno, è sufficientemente provata anche da un solo testimone al di sopra di ogni sospetto.

Can. 1210 – Nel luogo sacro sia consentito solo quanto serve all’esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione, e vietata qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo. L’Ordinario, però, per modo d’atto può permettere altri usi, purché non contrari alla santità del luogo.

Can. 1211 – I luoghi sacri sono profanati se in essi si compiono con scandalo azioni gravemente oltraggiose, che a giudizio dell’Ordinario del luogo, sono tanto gravi e contrarie alla santità del luogo da non essere lecito esercitare in essi il culto finché l’oltraggio non venga riparato con il rito penitenziale, a norma dei libri liturgici.

Can. 1212 – I luoghi sacri perdono la dedicazione o la benedizione se sono stati distrutti in gran parte oppure destinati permanentemente a usi profani con decreto del competente Ordinario o di fatto.

Can. 1213 – Nei luoghi sacri l’autorità ecclesiastica esercita liberamente i suoi poteri e i suoi uffici.

CAPITOLO I (Cann. 1214-1222)

LE CHIESE

Can. 1214 – Con il nome di chiesa si intende un edificio sacro destinato al culto divino, ove i fedeli abbiano il diritto di entrare per esercitare soprattutto pubblicamente tale culto.

Can. 1215 – §1. Non si costruisca nessuna chiesa senza espresso consenso scritto del Vescovo diocesano.

§ 2. Il Vescovo diocesano non dia tale consenso se, udito il consiglio presbiterale e i rettori delle chiese vicine, non giudica che la nuova chiesa potrà servire al bene delle anime e che non mancheranno i mezzi necessari alla sua costruzione e al culto divino.

§ 3. Anche gli istituti religiosi, quantunque abbiano ricevuto dal Vescovo diocesano il consenso per costituire una nuova casa nella diocesi o nella città, tuttavia devono ottenere la sua licenza prima di edificare la chiesa in un determinato luogo.

Can. 1216 – Nella costruzione e nel restauro delle chiese, avvalendosi del consiglio dei periti, si osservino i princìpi e le norme della liturgia e dell’arte sacra.

Can. 1217 – §1. Compiuta opportunamente la costruzione, la nuova chiesa sia quanto prima dedicata o almeno benedetta, osservando le leggi della sacra liturgia.

§ 2. Le chiese, particolarmente quelle cattedrali e parrocchiali, siano dedicate con rito solenne.

Can. 1218 – Ciascuna chiesa abbia il suo titolo, che una volta avvenuta la dedicazione non può essere cambiato, .

Can. 1219 – Nella chiesa legittimamente dedicata o benedetta si possono compiere tutti gli atti del culto divino, salvi i diritti parrocchiali.

Can. 1220 – §1. Tutti coloro cui spetta, abbiano cura che nelle chiese siano mantenuti quella pulizia e quel decoro che si addicono alla casa di Dio, e che si rimuova da esse tutto ciò che è alieno dalla santità del luogo.

§ 2. Per proteggere i beni sacri e preziosi si adoperino la cura ordinaria della manutenzione e gli opportuni mezzi di sicurezza.

Can. 1221 – L’ingresso in chiesa durante il tempo delle sacre celebrazioni sia libero e gratuito.

Can. 1222 – §1. Se una chiesa non può in alcun modo essere adibita al culto divino, né è possibile restaurarla, il Vescovo diocesano può ridurla a uso profano non indecoroso.

§ 2. Quando altre gravi ragioni suggeriscono che una chiesa non sia più adibita al culto divino, il Vescovo diocesano, udito il consiglio presbiterale, può ridurla a uso profano non indecoroso, con il consenso di quanti rivendicano legittimamente diritti su di essa e purché non ne patisca alcun danno il bene delle anime.


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