A Caltanissetta il vescovo ragazzino | la Repubblica.it

  SERGIO NIGRELLI

CALTANISSETTA – La diocesi nissena ha un nuovo vescovo. E’ Mario Russotto, ragusano di 46 anni e un curriculum di tutto rispetto alle spalle. Prenderà il posto fino a ora occupato da Alfredo Garsia, 75 anni, alla guida della curia di Caltanissetta sin dal 1977, che lascia per raggiunti limiti d’ età.

A nominarlo, come di consueto, è stato il papa dopo un’istruttoria condotta dalla Sacra congregazione dei vescovi del Vaticano, di concerto con il nunzio apostolico nazionale Paolo Romeo che è siciliano di Acireale.

Russotto, nato nel 1957, è il vescovo più giovane della Sicilia. La diocesi nissena era rimasta l’ultima da coprire dopo un progressivo avvicendamento di vescovi avvenuto in ogni angolo della Sicilia. Da Palermo a Catania, da Messina a Siracusa, per finire con le diocesi più marginali, nel corso degli ultimi cinque c’ è stato un ricambio al vertice. Lo scorso anno cambio della guardia anche a Piazza Armerina, che ha competenza territoriale pure su Gela, Niscemi e Mazzarino: era giunto monsignor Michele Pennisi a sostituire l’anziano Giuseppe Cirrincione. L’ultimo avvicendamento all’inizio dell’anno con monsignor Cataldo Naro, preside della facoltà teologica siciliana, originario di San Cataldo, consigliere d’amministrazione del quotidiano “Avvenire”, nominato vescovo di una delle più importanti diocesi siciliane, quella di Monreale travolta, in passato, da polemiche e vicende giudiziarie.

Un ricambio generazionale a tutto tondo sia per la giovane età dei nuovi prescelti dal Vaticano, sia per le caratteristiche umane e la formazione ecclesiastica. Mario Russotto, così come Cataldo Naro, è, infatti, più che pastore un uomo di vasta cultura. Di lui dicono che sia anche un eccellente organizzatore. E non è un caso se a lui è stato assegnato il delicato incarico di responsabile per la formazione del clero in Sicilia. Dal luglio del 2002 è segretario aggiunto della Conferenza episcopale siciliana e componente della Commissione presbiterale isolana e della Commissione nazionale della Cei per l’Università. Insegnante di ebraico e greco biblico al seminario di Ragusa, è giornalista pubblicista. Unico neo, per alcuni esponenti dell’ ambiente curiale, il fatto di non avere esercitato l’attività pastorale.

«Chiedo e spero – ha detto a caldo monsignor Russotto raggiunto a Ragusa dalla decisione del papa – di essere accolto dai cittadini della diocesi nissena come padre e amico. Mi pongo con delicatezza, rispetto e coraggio al vostro servizio e alla vostra guida lavorando sempre in piena sintonia con tutte le altre chiese di Sicilia».

Una nomina a sorpresa, quella del prelato di Vittoria che spiazza tutti sulle previsioni che erano state fatte nei giorni scorsi. In “pole position” per ricoprire il delicato incarico c’erano, infatti, monsignor Salvatore Di Cristina, ausiliare del cardinale di Palermo Salvatore De Giorgi, e il suo omologo messinese, monsignor Montenegro che si sarebbe presentato forte della sua recente nomina a responsabile nazionale della Caritas, votata all’unanimità dai componenti della Cei.

L’orientamento del pontefice, invece, potrebbe essere stato quello di ringiovanire i ruoli e, a quel punto, sia Di Cristina che Montenegro, già sessantenni, sarebbero rimasti tagliati fuori. Comincia, invece, a contare i giorni che lo separano dall’addio a Caltanissetta il vescovo uscente Alfredo Garsia. Il suo nome è stato legato alle vicende di questa città per oltre un quarto di secolo. Uomo accorto e misurato, la sua figura ha sempre attraversato le vicende umane, sociali e anche politiche della città. A lui è legata la nascita e la crescita della struttura assistenziale “Casa famiglia Rosetta” presente ormai in tutta Italia e in America latina. Importante è stato pure il suo impulso per l’attivazione del Cefpas, il mega centro di formazione per quadri sanitari di Caltanissetta. Nel maggio scorso l’anziano vescovo era stato al centro di una polemica dai toni piuttosto aspri per avere negato l’uso della cattedrale, per un concerto di musiche sacre, a un gruppo maghrebino. «Nella casa di Dio – aveva tuonato il vescovo Garsia – gli islamici non li ospitiamo». Ma questa ormai è acqua passata. Con Russotto si volta pagina.

Sorgente: A Caltanissetta il vescovo ragazzino – la Repubblica.it

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