Biagio Conte a Monreale si rifugia alla Madonna delle Croci: «Qui una luce di conforto» VIDEO | FiloDiretto

 

biagio-conte«La Madonna delle Croci è un faro che illumina Monreale, Palermo, Altofonte. Da sempre guardo questa chiesa da lontano»

Monreale, 27 settembre 2017 – “Eremita, viandante e missionario”, questi sono i tre aggettivi che meglio descrivono Biagio Conte. In questi giorni ha trovato rifugio a Monreale, all’interno della piccola cella che si trova ai piedi della chiesa della Madonna delle Croci dove nel 1822 risiedette Fra’ Mariano, che proprio lì aveva avuto una visione mariana. La chiesetta della Madonna delle Croci è “un faro” – come lo definisce Biagio – «Da sempre guardo questa chiesa da lontano. E come disse la Madonna a Frate Mariano, un faro che illumina Monreale. Qui c’è una luce di speranza, qui sento un conforto». Biagio Conte si racconta in un’intervista realizzata da Filodiretto grazie alla collaborazione di Padre Giuseppe Ruggirello e Piero Faraci.

«Monreale mi è a cuore – racconta – è la cittadella dove il Signore ha operato nella mia gioventù. Dio ha voluto che io venissi a vivere in una frazione che si chiama Aquino. Da questo luogo, durante un delicato momento della mia giovinezza, comincia a maturare un’attrazione. Ero spensierato, pieno di sogni e progetti, come un normale ragazzo. Poi qualcosa è cambiata dentro di me. Avevo perso la speranza vedendo una società che corre, lascia indietro i più deboli. Non mi mancava niente ma mi lamentavo, volevo sempre di più. Poi ho detto basta perchè ero triste. Ecco che si sconvolge la mia vita, una sera vidi scorrere in tv delle immagini di bimbi che muoiono di fame. La scena mi turbò a tal punto che con una scusa mi chiusi dentro la mia stanzetta. Vissi una notte di tempesta, una notte d’insonnia. All’alba una voce dentro di me recitò così: una società che lascia indietro i più deboli non può essere una giusta società, prima o poi crollerà. Lo scritti quella mattina, all’alba, avevo 26 anni. Scrissi una lettera che spiegava la mia scelta. Guardai il crocifisso, da qual giorno diventò mio amico, fratello».

Ad Aquino da quel giorno inizia la vita da eremita di Biagio Conte, si rifugia alla tra Pizzo della Moarda e la Valle del Fico. «Questi posti – ci racconta – sono in linea con il Duomo di Monreale e con la chiesa della Madonna delle Croci. Da allora vivo da eremita all’interno della Sicilia».

Fra’ Biagio Conte continua a raccontare delle preoccupazione della madre, addolorata per la mancanza del figlio. «Venne qui, a Monreale, alla Madonna delle Croci, e fu confortata da Padre Ferina».

«Gesù mi chiamava per aiutare i poveri – racconta ancora – sono andato a vivere a Palermo, alla stazione centrale, in mezzo ai poveri. Oggi aiutiamo migliaia di poveri, li aiutiamo a imparare un lavoro, diamo loro la lenza per pescare».

Un messaggio ai monrealesi. «Oggi la povertà sta aumentando, dobbiamo unirci, ognuno deve fare la propria parte. Lo sento nel cuore, la società è in crisi, non ha tempo per donare, per aiutare, non ha tempo per amare o perdonare».

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