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Veglia di preghiera per Don Pino per chiudere la giornata del 24esimo anniversario dalla sua uccisione (VIDEO) | BlogSicilia

16/09/2017 di 

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Con la veglia di preghiera si è conclusa ieri sera la giornata dedicata alla memoria di Don Pino Puglisi, oggi Beato, nel 24esimo anniversario della sua uccisione. “La vita di don Pino è stata quella di un pastore che si prende cura degli altri e che ha tanto amato da donare la sua vita. Una storia di riscatto dal male, che incarna la sua pastorale nella vita concreta delle gente, da Godrano a Brancaccio, attraverso tutta la sua poliedrica attività”.

Ad affermarlo l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in Cattedrale in occasione della celebrazione Eucaristica nel XXIV anniversario del martirio del Beato Pino Puglisi, parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993 nel giorno del suo 56 compleanno. Alla funzione religiosa hanno preso parte anche il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, il questore Renato Cortese, il prefetto Antonella De Miro, il sindaco Leoluca Orlando e diverse altre autorità civili e militari.

È una grande gioia essere qui, sapere che lo Spirito continua a suscitare testimoni gioiosi del Vangelo, come il nostro beato don Pino Puglisi – ha aggiunto Lorefice – Abbiamo bisogno di una conversione profonda, chiediamo che il suo esempio ci guidi nel nostro territorio”.

Nell’occasione l’Arcivescovo ha consegnato al cardinale Bassetti “in segno di condivisione”, ai vicari episcopali, al presbitero più giovane di ordinazione, al sindaco, a un disabile, a una famiglia, a una religiosa, ad un bambino e a un giovane, la sua prima lettera pastorale “Scrivo a voi padri, scrivo a voi giovani”. (1Gv 2,13) La parola di Dio genera gioia piena e vita in abbondanza.

Per il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, “Fra la mafia e il Vangelo non può esserci alcuna convivenza o tantomeno connivenza. Non può esserci alcun contatto nè alcun deprecabile inchino. Don Pino ci lascia anche una preziosa eredità civile. Il beato Pino Puglisi è stato un padre e lo è ancora adesso per la sua testimonianza limpida e coraggiosa del Signore risorto e per il suo esempio di prete e di uomo che ha dato la vita perché si affermasse la giustizia oltre ogni forma di sopruso e ricatto. Sono certo che sarebbe piaciuto a Papa Francesco”.

Al termine della celebrazione l’Arcivescovo ha annunciato che sarà messo in scena un Musical ispirato alla figura del Beato Pino Puglisi. L’opera, che affronterà le tematiche esistenziali e vocazionali che hanno caratterizzato il cammino sacerdotale e le opere di don Puglisi, è stata ideata da don Giuseppe Calderone, che ne ha curato anche il soggetto, ovvero la trama, l’ambientazione e le sfumature con le quali sarà rappresentato il personaggio di Padre Pino Puglisi e quelli della sua comunità parrocchiale. Prodotto da We Can Hope, sarà il maestro Michele Paulicelli a comporne le musiche, mentre i testi in prosa e di recitazione saranno del regista Piero Castellacci.

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Pino Puglisi: card. Bassetti, “fra mafia e Vangelo non può esserci alcun contatto” | AgenSIR

5 settembre 2017 @ 21:17

“Fra la mafia e il Vangelo non può esserci alcuna convivenza o tantomeno connivenza. Non può esserci alcun contatto né alcun deprecabile inchino”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della Cei, che ha presieduto stasera a Palermo una veglia di preghiera in memoria di don Pino Puglisi, nel luogo in cui il sacerdote è stato ucciso da Cosa nostra, in piazza Anita Garibaldi, 24 anni fa. Il porporato ha ricordato anche coloro che “hanno pagato con il sangue il loro impegno contro l’illegalità: oltre a Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che sono stati uccisi qui a Palermo, vorrei ricordare il giudice ‘ragazzino’ Rosario Livatino di cui è in corso il processo di beatificazione”. Poi, l’attenzione di nuovo su don Puglisi con un monito: “Non dobbiamo correre il rischio di trasformare il beato Puglisi in un ‘santino’. Don Pino, infatti, ci parla ancora oggi dal cielo. E ci dice molte cose. Ci esorta a dire il nostro ‘sì’ al Signore e il nostro ‘no’ fermo a ogni forma di criminalità; e poi ci chiede di impegnarci nell’educazione alla ‘vita buona’ che è legalità, apertura dell’altro, rispetto delle regole e della convivenza civile”. Dopo avere richiamato la sua eredità spirituale, Bassetti indica quella civile lasciata dal sacerdote ucciso dalla mafia, che “vorrei riassumere con una frase: con la mafia non si convive”. Padre Pino Puglisi ne è l’esempio. “È stato senza dubbio un figlio coraggioso della ‘Chiesa che parla’ e che non sta in silenzio; di una Chiesa che non si inchina davanti a nessuno, ma che si inginocchia solo davanti a Gesù Cristo crocifisso e ai poveri per lavar loro i piedi”. Perché, ha sottolineato Bassetti, “chi è discepolo di Cristo è tenuto a denunciare le tenebre, quindi le organizzazioni criminali. Denunciarle con le parole, con i gesti, con la sua testimonianza, ma anche rivolgendosi alle forze dell’ordine e alla magistratura”.

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