Decreto “Padrino” Battesimo e Cresima | Mons. Michele Pennisi

È usanza antichissima della Chiesa dare al battezzando un padrino o una madrina, il cui compito, grave e delicato, è assisterlo, se adulto, nell’iniziazione cristiana, e presentarlo al battesimo con i genitori, se bambino, e parimenti cooperare affinché conduca una vita cristiana conforme al battesimo.

Anche il cresimando, per quanto possibile, è previsto che sia assistito da un padrino, il cui compito è provvedere che si comporti come vero testimone di Cristo e adempia fedelmente gli obblighi inerenti allo stesso sacramento.

Il can. 874 del Codice di diritto canonico prevede che per essere ammesso all’incarico di padrino vi sia una condotta di vita conforme alla fede e all’incarico che si assume. Tutti coloro che, in qualsiasi modo deliberatamente, fanno parte della mafia o ad essa aderiscono o pongono atti di connivenza con essa, debbono sapere di essere e di vivere in insanabile opposizione al Vangelo di Gesù Cristo e, per conseguenza, alla sua Chiesa.

Pertanto, visti i cann. 872, 874, 892 e 893 C.I.C.;

sentito il Consiglio presbiterale;

DECRETO

che non possono essere ammessi all’incarico di padrino di battesimo e di cresima coloro che si sono resi colpevoli di reati disonorevoli o che con il loro comportamento provocano scandalo; coloro che appartengono ad associazioni di stampo mafioso o ad associazioni più o meno segrete contrarie ai valori evangelici ed hanno avuto sentenza di condanna per delitti non colposi passata in giudicato.

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