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La chiusura improvvisa, agli inizi dello scorso mese di ottobre, del castello di Calatabiano ha suscitato grande impressione in paese, scatenando una ridda di indiscrezioni sulla paventata volontà della diocesi di Acireale (proprietaria del maniero) di chiudere il sito e licenziare i dipendenti. Le cose, però, non stanno così. Per saperne di più, abbiamo sentito la dott.ssa Giusy Bosco, amministratore della “Cultinvest in liquidazione”, società che gestisce l’antico castello, curandone la valorizzazione, la fruizione e la promozione turistica.

Qual è, complessivamente, la situazione attuale del castello? Si può fare una stima dei danni subiti a seguito degli eventi atmosferici degli ultimi tempi?

“Preciso anzitutto che il castello, in sé, non ha subito alcun danno. Quel che suscita preoccupazione, invece, è il costone sovrastante la biglietteria. Visto che, peraltro, non è di proprietà della Diocesi nè in gestione alla Cultinvest, ma di proprietà di privati, i tempi di intervento non si prevedono brevi. Appurato questo fatto dalla relazione tecnica pervenuta lo scorso 29 ottobre, l’amministrazione della società sta facendo predisporre un progetto di emergenza per spostare temporaneamente i luoghi della biglietteria e aprire al più presto. Attendiamo dai tecnici incaricati le necessarie assicurazioni per riaprire in sicurezza. I danni economici subiti sono notevoli, ma la sicurezza dei visitatori e dei dipendenti non ha prezzo”!

Quali tipologie di interventi sono previsti, nell’immediato, da parte della diocesi?

“La Diocesi non ha titolo per mettere in atto degli interventi, semmai è la Cultinvest, gestore del sito, che mette giornalmente in campo risorse umane, professionali ed economiche. Al momento l’antico sentiero è interdetto al transito, anche pedonale, e sul versante su cui insiste l’ascensore ci sono movimenti di terra e detriti che creano problemi alla biglietteria. Noi stiamo provvedendo a risolvere tutto ciò che è in nostro potere; per il resto speriamo che la sistemazione dei costoni venga inclusa nel progetto di intervento della Protezione Civile, già finanziato; se così non dovesse essere, non credo che sarà semplice venirne fuori”.

Sono state effettuate delle verifiche agli impianti del castello?

“L’impianto di risalita è in manutenzione straordinaria. La ditta specializzata sta provvedendo a pulire le piste, controllare tutti i meccanismi e sostituire i pezzi usurati. La manutenzione è un fatto di normale diligenza, ancora di più quando fango e piogge compromettono la funzionalità!
Un’altra ditta specializzata sta ripristinando tutti gli impianti tecnologici già presenti nel castello, dopo la ristrutturazione, ma che abbiamo trovato in stato di degrado”.

Quale azione di supporto potrà essere esercitata da parte del Comune ai fini della piena fruizione del sito?

“Dal Comune di Calatabiano ci aspettiamo una serie di interventi: ripristinare l’illuminazione, sistemare la viabilità di accesso, intimare ai proprietari del terreno sovrastante la biglietteria di sistemare le cose ovvero sostituirsi a loro con prontezza e, infine, eliminare una micro-discarica abusiva che si è formata all’ingresso del posteggio”.

I tempi previsti per la riapertura del sito, quindi, non sono brevi. Ciò è un vero peccato, considerato il valore del sito, sulla cui promozione, a livello turistico e culturale, molto stavate facendo, prima degli eventi calamitosi.

“L’amore per un luogo non passa dalle parole, ma dai fatti che si mettono in campo – aggiunge la dott.ssa Bosco – La cura, la pulizia, la manutenzione sono prodromici per la gestione perfetta di piccoli e grandi eventi. Gli standard internazionali, ai quali si rivolge la gestione del castello, non possono tollerare una gestione approssimativa o mediocre. Le azioni di promozione messe in atto da questa amministrazione sono state diverse. Abbiamo agito su diversi fronti: contatti con b to b, attivazione di mailing-list, spot radio, azione di volantinaggio, promozione verso scuole e parrocchie, contatti internazionali per la programmazione dei flussi. Stiamo anche cercando una maggiore sinergia con tutti gli attori in campo: con il partner che si occupa della ristorazione all’interno del castello e con l’associazione che dovrebbe occuparsi della gestione del museo-antiquarium, la cui mancata apertura ha creato certamente disagio e anche un danno economico, penalizzando non poco la valorizzazione del sito. Sono stati già finanziati, infatti, dei progetti europei finalizzati a veicolare flussi dei visitatori attraverso i siti della valle dell’Alcantara. In caso contrario, coloro che millantano ma, alla fine, ostacolano tali progetti sarebbe meglio che si facessero da parte!”

Posted by on 22 novembre 2015.

Sorgente: Diocesi / L’amministratore della Cultinvest illustra i motivi della improvvisa chiusura del castello di Calatabiano | La Voce dell’Jonio

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