Chiesa gremita per i funerali del carabiniere ucciso a Marsala | Rai News

L’ULTIMO SALUTO AL MILITARE NELLA CHIESA MADRE DI MARSALA

CHIESA GREMITA PER I FUNERALI DEL CARABINIERE UCCISO A MARSALA

Folla nella Chiesa Madre e centinaia le persone rimaste fuori dalla chiesa, sul sagrato, per l’ultimo saluto. Alfano: “Non ci daremo tregua fin quando non avremo catturato gli assassini”. Presenti anche il procuratore di Trapani, Marcello Viola, il nuovo procuratore di Marsala, Vincenzo Pantaleo e il comandante dell’Arma dei carabinieri, generale Tullio Del Sette

310x0_1464813031429.rainews_20160601222907605                                                                                            04 giugno 2016

“Non ci daremo tregua fin quando non avremo catturato gli assassini del maresciallo Mirarchi”. Lo ha assicurato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al termine del funerale del maresciallo capo Silvio Mirarchi, 53 anni, ucciso martedì sera, in contrada Ventrischi, mentre era impegnato, con un collega, in un appostamento nei pressi di alcune serre all’interno delle quali sono state poi scoperte 6 mila piante di canapa afgana. Per l’ultimo saluto al militare colpito da due colpi di pistola nella Chiesa Madre di Marsala c’erano anche il procuratore di Trapani, Marcello Viola, il nuovo procuratore di Marsala, Vincenzo Pantaleo, che dovrebbe insediarsi tra un paio di settimane e  il comandante dell’Arma dei carabinieri, generale Tullio Del Sette. Il feretro di Silvio Mirarchi, avvolto nel tricolore,è arrivato nella Chiesa Madre di Marsala (Trapani), accolto da un lungo applauso. A portare il feretro in spalla fino alla chiesa sono stati dei carabinieri in alta uniforme. La Chiesa Madre era gremita e in centinaia sono rimasie fuori dalla chiesa, sul sagrato, per l’ultimo saluto. A celebrare le esequie solenni monsignor Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, e il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero.  “Fino all’ ultima notte in cui ha prestato servizio, Mirarchi è stato un carabiniere di grande valore che ha fatto onore all’uniforme che ha indossato. E’ stato vittima del dovere, vittima della criminalità organizzata. Oggi c’è una grande partecipazione corale della popolazione, a dimostrazione che la gente dell’Italia intera è vicina all’Arma, alle forze di polizia e alle istituzioni che svolgono un ruolo importante a difesa della collettività e della Repubblica”, ‘ha detto a Marsala il comandante dell’Arma dei carabinieri, generale Tullio Del Sette prima di entrare in chiesa. “Una purezza di cuore tradotta in integrità e fedeltà”, ha detto l’ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, nell’omelia. “Da una parte Silvio – ha aggiunto – è stato disposto a morire per i giusti, affinché tanti innocenti, soprattutto giovani e ragazzi, fossero protetti dai lacci di quei mercanti di morte; dall’altra è stato pronto a ‘morire per gli empi’, per assicurare questi mercanti di morte alla giustizia e, assieme, alla possibilità di recupero, di redenzione. È un messaggio di pace, questo; nascosto tra le pieghe del servizio umile e forte. Un servizio che vuole confermare l’Italia nella  ‘vocazione alla pace’ della quale il presidente della Repubblica ha parlato qualche giorno fa, ricordando peraltro ‘i militari che hanno perso la vita, in Italia e all’estero’ per difenderla”. Dai primi approfondimenti investigativi è emerso che il militare e un suo collega, notando la presenza di più persone che al buio si comportavano in maniera sospetta, si sono avvicinati e, giunti a circa 60 metri da loro, hanno acceso le torce e si sono qualificati come carabinieri. Da qui la repentina reazione che ha portato al ferimento di Mirarchi con un’arma da fuoco e poi alla morte del carabiniere. Secondo i dati raccolti, un gruppo di criminali stava portando via le piante di marijuana da alcune serre di contrada Ventrischi e, vistisi scoperti, non hanno esitato a reagire sparando.

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