GIUBILEO DEL DETENUTO ALLA CASA CIRCONDARIALE DI SCIACCA | L’Amico del Popolo 

Sabato 21 Maggio 2016, è stato celebrato il “Giubileo del Detenuto” nella gioia dell’ Anno straordinari della Misericordia.

Una solenne Celebrazione Eucaristica, è stata presieduta dal nostro Arcivescovo, Cardinale Mons. Francesco Montenegro. Con lui hanno concelebrato alcuni Parroci e Sacerdoti di Sciacca. Don Stefano Nastasi, Vicario foraneo e Parroco della Chiesa del B.M.V. del Carmelo; Don Giuseppe Coppola, Parroco della chiesa di San Pietro alla Marina, Don Pasqualino Barone, Parroco della Chiesa di San Michele; P. Alberico Candela del TOR, Parroco della Basilica di San Calogero al Monte; P. Giuseppe Gullì del TOR , Vicario Parrocchiale di San Calogero; Don Antonio Campiciano, Cappellano dell’ Ospedale Giovanni Paolo II; P. Giuseppe Tutino del TOR, Cappellano della Casa Circondariale.
Da tempo, insieme al gruppo dei Catechisti che opera all’ interno dell’ Istituto Penitenziario, è stato preparato questo momento toccante da vivere insieme e testimoniare la gioia del dono ricevuto da Papa Francesco: l’ “Anno Santo straordinario della Misericordia”.
Nel salone del carcere, assieme ai detenuti, erano presenti il giudice Walter Carlisi,  magistrato di Sorveglianza,  il Signor Direttore Dott. Angelo Belfiore, il Commissario di Polizia penitenziaria Dott.ssa Aurora Maria Mirabile,  dirigenti della struttura penitenziaria, gli agenti di Polizia penitenziaria, autorità cittadine, il Sig. Sindaco Avv. Fabrizio Di Paola accompagnato dall’ Assessore Salvatore Monte, rappresentanze di tutte le autorità militare e forza dell’ordine,  una larga rappresentanza del volontariato locale “Associazione AVULLS”  che è molto attivo in favore del carcere di Sciacca, Catechisti.
L’ Arcivescovo, all’inizio della celebrazione, ha portato il saluto di Papa Francesco. Egli ha detto: “Mercoledì scorso ho detto al papa che sarei venuto ad incontrare  i detenuti nel carcere di Siacca – ha affermato il Cardinale Montenegro – e lui mi ha detto di portare una speciale benedizione a tutti i presenti, a quelli che ne hanno bisogno”.
Subito dopo, P. Giuseppe Tutino, Cappellano, ha rivolto il suo saluto di ben venuto. Ha espresso la gioia di tutti per questo momento importante nella vita di ognuno dei presenti e nel clima di famiglia della Casa Circondariale. Ha detto: il “Jobel” suona oggi anche per noi. Teniamo presente Papa Francesco e lo ringraziamo per il suo pensiero e per la particolare attenzione rivolta, accompagnato da Lei Eminenza, ai fratelli immigrati visitando il centro accoglienza di Lampedusa.
P. Tutino  ha espresso la viva gratitudine ai catechisti che svolgono la pastorale penitenziaria in sintonia con il piano pastorale diocesano. Ha comunicato all’Arcivescovo di avere aperto all’ interno della struttura, uno sportello della Caritas in collaborazione con la Caritas Diocesana, per la necessità degli ospiti di questa casa.
Ha manifestato la gioia per la celebrazione della Pentecoste Cristiana in quanto 8 fratelli in detenzione riceveranno il Sacramento della Confermazione e alcuni si accosteranno per la prima volta al Sacramento dell’ Eucaristia.
Il Presule ha aggiunto:  “Io anche come presidente di Caritas italiana sono impegnato in questo campo – ha detto – perché il luogo di rieducazione deve avere l’ambiente giusto. Altrimenti diviene difficile rieducare. E’ un impegno che continuiamo a portare avanti”.
Poi, rivolto ai detenuti, il Cardinale ha ricordato che “c’è speranza per tutti, come dice il Signore.
L’Eucaristia è stata partecipata anche con la proclamazione della Parola di Dio e intenzioni della Preghiera dei Fedeli  dagli stessi detenuti.
Durante l’ Omelia Mons. Montenegro ha detto: “Anche Gesù è stato in carcere e capisce quest’ambiente”. Ha ricordato Zaccheo, che faceva lo strozzino, ma che, dopo la visita di Gesù nella propria casa, ha restituito tutto e anzi quattro volte di più, aggiungendo: “Stando con te mi sono accorto che ho rubato parecchio, restituisco tutto”. Un senso di commozione ha colto alcuni candidati al Sacramento nell’ istante di ricevere la Cresima e la Comunione al Corpo di Cristo
Al termine della celebrazione un ringraziamento commovente presentato da un detenuto di religione Musulmana e da uno Cattolico, i quali hanno lanciato messaggi di pace e di fratellanza.

È stato anche un bel momento di solidarietà quello di ieri nel carcere di Sciacca che si è concluso con la distribuzione, da parte di un ospite nella struttura penitenziaria, di un’immagine sacra con la preghiera del detenuto.

Giuseppe Tutino TOR

Sorgente: GIUBILEO DEL DETENUTO ALLA CASA CIRCONDARIALE DI SCIACCA

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