L’ultimo saluto a Failla e Piano, i due tecnici uccisi in Libia – Cronache | Il Tempo.it

iltempo.it

11/03/2016 17:46

L’ADDIO

L’ultimo saluto a Failla e Piano, i due tecnici uccisi in Libia

I funerali in Sicilia e in Sardegna. Alle cerimonie presenti i colleghi sopravvissuti: Filippo Calcagno a Siracusa, Pollicardo a Cagliari

FUNERALI

Bagno di folla ai funerali di Salvatore Failla in Sicilia, e Fausto Piano in Sardegna. Un lutto che unisce Capoterra e Carlentini, un borgo nel Cagliaritano l’altro a due passi da Siracusa. Due funerali quasi in contemporanea quelli dei due tecnici della Bonatti sequestrati e uccisi in Libia in circostanze che restano oscure al termine di un sequestro iniziato la scorsa estate. Erano stati rapiti nel luglio 2015 assieme a Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, tornati in libertà il giorno dopo la morte di Piano e Failla e sopravvissuti ai sette mesi di terribile esperienza. Pollicardo e Calcagno oggi sono accanto ai colleghi scomparsi.

L’addio a Failla Centinaia di persone si sono recate nella chiesa di Santa Tecla per rendere omaggio a Salvo Failla. La cui salma è arrivata ieri sera in Sicilia alle 23.30 accompagnata dai familiari, la moglie Rosalba con le figlie Eva ed Erica, ed i genitori Natale e Pina, che si erano recati a Roma. Il sindaco di Carlentini, Giuseppe Basso, ha proclamato per oggi il lutto cittadino, invitando i commercianti a sospendere per un minuto la propria attività durante i funerali in segno di cordoglio. “Il Signore ci ha insegnato che il male bisogna vincerlo con il bene e il perdono è la nostra forza. Tutti ricordiamoci che dobbiamo camminare con sentimenti di amore, pace e giustizia”. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo, nella sua omelia ai funerali di Failla. Una folla commossa si è stretta attorno alla famiglia, la quale ha voluto che il rito si svolgesse in forma privata, rifiutando i funerali di Stato, denunciando la solitudine e l’abbandono di Salvatore Failla. Vicino a Rosalba Castro, alle due figlie e agli altri familiari, il collega di Failla, Filippo Calcagno, liberato nei giorni scorsi. Presenti diversi sindaci e il presidente della Regione Rosario Crocetta.

Il paese si è fermato nel giorno del lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta negli uffici pubblici e il silenzio rispettato da residenti, associazioni e commercianti. “Siamo raccolti per pregare insieme – ha aggiunto il vescovo rivolgendosi ai fedeli ed alla famiglia – per il nostro fratello strappato in maniera tragica alla vita, ai familiari ed alla comunità. Una morte dovuta alla mano violenta di qualcuno, ma noi cristiani siamo discepoli di quel Signore Gesù che ci ha insegnato con la sua parola e la sua vita che il male bisogna vincerlo con bene. Ci ha insegnato a perdonare. Nei momenti duri ed insofferenza possiamo smarrirci ma dobbiamo pregare perché ci sia consolazione ai familiari che si sono visti strappare il loro caro. Noi chiediamo al Signore che nei momenti della prova ci faccia sentire più forte il suo amore. E credendo all’amore di Dio troviamo un punto fermo esistenza. Siamo chiamati noi uomini a costruire quel mondo della società dell’amore”. Presente anche il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, i sindaci di Lentini, Alfio Mangiameli, e di Francofonte, Salvatore Palermo, e di Limbadi, paese in provincia di Vibo Valentia, Francesco Crudo. Dopo la messa il feretro è stato accompagnato al cimitero di Carlentini per la tumulazione. È stato portato a spalla e salutato da un lungo applauso dalla folla di persone che ha assistito alla cerimonia religiosa. A dare voce allo strazio e al dolore è stata la madre del tecnico di Carlentini, Pina Failla Bellinghieri, che, poco dopo essere uscita dalla chiesa, ha urlato: “Ridatemi mio figlio, me lo avete ammazzato”. In silenzio è rimasto Filippo Calcagno, seduto accanto alla famiglia Failla per tutta la messa, ma non è riuscito a trattenere la commozione e più volte ha pianto

L’addio a Piano A Capoterra, anche i funerali di Fausto Piano iniziati alle 15.  Le esequie sono state celebrate in un affollato palazzetto dello sport . Ad accompagnare la vedova di Piano è stato Gino Pollicardo, l’altro ostaggio sopravvissuto. “Un giusto morto ingiustamente, come Gesù”, ha detto di Fausto mons. Miglio nell’omelia, spiegando: “Quella di Fausto è una morte che ci cambia. Perché ci chiede di saper guardare sempre lontano, nello spazio e nel tempo, per valutare le conseguenze di ogni nostra scelta o non scelta». «La guerra è qui vicino, sull’altra sponda del nostro mare. Ma ci rendiamo conto della guerra solo quando ci entra in casa e ferisce una famiglia”, ha aggiunto.

La salma è stata accompagnata durante il viaggio da Ciampino a Cagliari dalla moglie Isabella, dalla figlia Maura e dai figli Giovanni e Stefano. Ad attenderla una trentina di parenti e amici, il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, i sindaci di Capoterra ed Elmas, Francesco Dessì e Valter Piscedda. Esponenti delle forze dell’ordine hanno accolto i familiari sotto la scaletta appena scesi dal velivolo. I familiari del tecnico tenendosi per mano hanno raggiunto i parenti e gli amici che li aspettavano, tra abbracci e lacrime. I familiari non hanno voluto, anche in questa occasione, rilasciare alcuna dichiarazione, stringendosi insieme ai parenti che li attendevano. Nessun commento nemmeno dalle istituzioni locali e regionali presenti. “Le nostre perplessità sull’autopsia eseguita in Libia si sono rivelate fondate. Il prelievo di parte di tessuti corporei ha reso impossibile l’identificazione dell’arma usata, la distanza e le traiettorie. Non è stata un’autopsia (quella in Libia, ndr) è stata una macelleria”. Così l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi. È stato fatto qualcosa – ha aggiunto l’avvocato – che ha voluto eliminare l’unica prova oggettiva per ricostruire la dinamica dei fatti”. Il penalista, che assiste i familiari di Salvatore Failla, ha tuttavia riconosciuto l’impegno dei rappresentanti italiani in Libia che “si sono battuti per evitare questo scempio”.

Redazione online

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.