Carlentini, l’addio a Failla nella chiesa gremita. L’abbraccio fra la vedova e Filippo Calcagno | Repubblica.it

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Carlentini, l'addio a Failla nella chiesa gremita. L'abbraccio fra la vedova e Filippo Calcagno

L’ostaggio sopravvissuto arrivato ai funerali con la moglie di Salvo Failla, un’intera città a lutto

11 marzo 2016 

CARLENTINI (SIRACUSA) – Sono arrivati insieme alla chiesa di Santa Tecla di Carlentini Filippo Calcagno e la moglie di Salvatore Failla, il tecnico della Bonatti ucciso in Libia insieme a Fausto Piano. Il collega di piazza Armerina,liberato nei giorni scorsi, si è recato poco più di un’ora prima nella casa di via Pacini della famiglia Failla e qui si sono abbracciati con la vedova per poi salire a bordo della stessa auto per recarsi in chiesa dove si celebrano i funerali.

Sono seduti ai primi banchi accanto alla bara della vittima, arrivata ieri sera in paese accompagnata dai familiari, la moglie Rosalba con le figlie Eva ed Erica, ed i genitori Natale e Pina, che si erano recati a Roma.

I funerali di Salvatore Failla

Centinaia di persone ai funerali che si svolgono in forma privata per espressa volontà della vedova in polemica con il governo. Il rito è presieduto dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo. Il sindaco di Carlentini, Giuseppe Basso, ha proclamato per oggi il lutto cittadino, invitando i commercianti a sospendere per un minuto la propria attività durante i funerali in segno di cordoglio. Presenti il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, e i sindaci di Lentini, Alfio Mangiameli, e di Francofonte, Salvatore Palermo, e di Limbadi, paese in provincia di Vibo Valentia, Francesco Crudo. Filippo Calcagno è accompagnato dal sindaco di Piazza Armerina, Filippo Miroddi.

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“Il Signore ci ha insegnato che il male bisogna vincerlo con il bene e il perdono è la nostra forza. Tutti ricordiamoci che dobbiamo camminare con sentimenti di amore, pace e giustizia”. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo, nella sua omelia. Vicino a Rosalba Castro, alle due figlie e agli altri familiari, il collega di Failla, Filippo Calcagno, liberato nei giorni scorsi. Presenti diversi sindaci e il presidente della Regione Rosario Crocetta. “Nessun commento – ha detto il governatore – non me la sento: è un momento di dolore, e il dolore va rispettato”. Il paese si è fermato nel giorno del lutto cittadino, con bandiere a mezz’asta negli uffici pubblici e il silenzio rispettato da residenti, associazioni e commercianti. “Siamo raccolti per pregare insieme – ha aggiunto il vescovo rivolgendosi ai fedeli ed alla famiglia – per il nostro fratello strappato in maniera tragica alla vita, ai familiari ed alla comunità. Una morte dovuta alla mano violenta di qualcuno, ma noi cristiani siamo discepoli di quel Signore Gesù che ci ha insegnato con la sua parola e la sua vita che il male bisogna vincerlo con bene. Ci ha insegnato a perdonare. Nei momenti duri ed insofferenza possiamo smarrirci ma dobbiamo pregare perchè ci sia consolazione ai familiari che si sono visti strappare il loro caro. Noi chiediamo al Signore che nei momenti della prova ci faccia sentire più forte il suo amore. E credendo all’amore di Dio troviamo un punto fermo esistenza. Siamo chiamati noi uomini a costruire quel mondo della società dell’amore”.

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“Un siciliano che parlava libadese. Si figuri com’era radicato nella nostra comunità”. Pino Morello, sindaco di Limbadi (Vibo Valentia), è giunto stamane a Carlentini per i funerali di Salvatore Failla. Fuori dalla chiesa di Santa Tecla, il primo cittadino ha le lacrime agli occhi. Ha conosciuto la moglie Rosalba e ha ritrovato l’amico Natale Failla, padre di Salvatore, e la sua consorte. La famiglia Failla, quando Salvatore era piccolo, si era trasferita a Limbadi, dove rimase per 11 anni; Natale si occupava di estrazione della pietra. “Sono venuto qui a portare la mia solidarietà e quella dei limbadesi. Abbiamo trascorso giorni di vacanza, felicità e gioia; sia Salvatore sia Giusi – aggiunge – erano i compagni di gioco dei miei figli”. Morello definisce Salvo un “ragazzo buono. Volevamo venire in forma ufficiale, con il gonfalone e la giunta al completo. Per noi chi cade sul lavoro è un martire. Questo ragazzo voleva dare alla sua famiglia la possibilità di vivere meglio; una possibilità che il Sud non dà. Bisogna onorare chi cade sul lavoro. Chi va all’estero deve avere
maggiore protezione. Anche Fausto Piano è un eroe caduto sul lavoro”.

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Un lungo applauso, che non scioglie il dolore della famiglia, ha accompagnato l’uscita dalla chiesa di Santa Tecla della salma di Michele Failla. Il corteo, accompagnato da due sacerdoti, si è mosso lentamente, tra lacrime e commozione. I giornalisti sono stati tenuti a distanza dalle forze dell’ordine, con un cordone di sicurezza davanti alla chiesa.

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