«Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» | Insieme Ragusa

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Pubblicato il 21 gennaio 2016 | di Redazione

«Benedetto colui che viene nel nome del Signore!»

Intensa ed emozionante la prima visita di mons. Carmelo Cuttitta, domenica 17 gennaio, a Vittoria. Ad accogliere il quinto vescovo della nostra diocesi, sul sagrato della Basilica di San Giovanni Battista, c’erano l’arciprete don Vittorio Pirillo, il sindaco Giuseppe Nicosia, il vicario foraneo don Mario Cascone, e gran parte dei sacerdoti di Vittoria, quelli non impegnati con le celebrazioni eucaristiche della domenica mattina. Presenti anche le autorità civili e militari della città.A rendere più bella e ricca di significato la presenza a Vittoria del vescovo Carmelo, è stata la concomitanza con una ricorrenza molto sentita da tutta la cittadinanza: le celebrazioni in onore di San Giovanni Battista. Nei festeggiamenti ri innaru [di gennaio], i Vittoriesi, ringraziano il santo patrono per la singolare protezione ricevuta in occasione del terribile sisma dell’11 gennaio del 1693 che causò numerose vittime e distrusse interi centri abitati in tutto il Vallo di Noto. Vittoria, secondo quanto riportato da mons. Federico La China nella sua opera storiografica Vittoria dal 1607 al 1890, fu miracolosamente preservata dalla totale distruzione. L’arciprete La China, parlando di questa festa dice: «è solennità di penitenza, in commemorazione del celebre tremuoto del 1693 (…) quando tutta la Sicilia ne risentì l’orrenda scossa; e chiese, e palagî (…) divennero orridi ammassi di ruine, che seppellirono sott’esse migliaia d’infelici, che non ebber tempo di scampar la vita. Vittoria però ne fu salva, tranne dell’antica Chiesa Madre, in cui il Battista volle rendersi mallevadore, offrendo Chiesa e Capo all’Altissimo, per liberare la sua diletta Vittoria (…)».

«È stata una cerimonia semplice e sentita – ha detto don Vittorio ancora visibilmente emozionato – un abbraccio cordiale e affettuoso di tutta la città, riunita a festa per ringraziare San Giovanni Battista, nel trecentoventitreesimo anniversario del terremoto».

DPP_5Come da programma, mons. Cuttitta, è arrivato in piazza mons. Ferdinando Ricca alle 10 in punto. Ad attenderlo c’erano le famiglie Amorelli e Nicosia, in rappresentanza della comunità parrocchiale «abbiamo voluto che ad attendere il Vescovo fossero due famiglie – ha proseguito l’Arciprete – perché ci è sembrato giusto mettere la famiglia, fondamento di tutta la società e della comunità cristiana, al centro di questo primo incontro con il nostro Pastore».Una scelta importante in sintonia con il tema dell’anno pastorale diocesano (2015-2016): “Eucaristia, matrimonio e famiglia”. Un segnale forte e di grande attualità, in un momento in cui la famiglia, in Italia, con il ddl Cirinnà che regola le unioni fra persone anche dello stesso sesso, disciplinando pure l’istituto delle adozioni, è oggetto di “gravi sfide”.

Al suo ingresso in Basilica, il Vescovo è stato accolto dal caloroso applauso dei presenti, che mons. Cuttitta non ha mancato di contraccambiare con strette di mano e cenni di saluto. Al saluto introduttivo di don Vittorio è seguito il breve saluto di benvenuto del sindaco Nicosia che, nel ringraziare il Vescovo Carmelo per la sua presenza, ha tratteggiato le peculiarità e il carattere di Vittoria e dei Vittoriesi. Al termine degli interventi, la Comunità parrocchiale ha donato un quadro con l’immagine del Santo Patrono e una copia del libro edito dall’associazione Antea di Vittoria: La Basilica di San Giovanni Battista a Vittoria.

Subito dopo, alle ore 10.30, è iniziata la solenne concelebrazione eucaristica. Durante l’omelia, mons. Cuttitta, ha ricambiato i saluti dell’Arciprete e del Sindaco; quindi, nel rivolgere un saluto ai sacerdoti presenti, ha richiamato l’attenzione di mons. Giuseppe Calì, conosciuto a Palermo quando mons. Cuttitta era segretario del cardinale Salvatore Pappalardo. Un momento questo di grande simpatia che ha suscitato ilarità nell’assemblea, con piacevole sorpresa di tutti, contribuendo a creare un clima amichevole, di sincera affettuosità e di autentico calore umano.

La mattinata, come sempre, è andata avanti, scandita dai momenti previsti dall’antico rituale: uscita del simulacro del Precursore di Cristo dalla Basilica, processione lungo l’antico percorso, nel centro storico cittadino, rientro nella chiesa madre e celebrazione della S. Messa. Apprezzata novità di quest’anno è stata l’accoglienza fatta dalla Comunità parrocchiale di San Giuseppe la quale, a dire il vero, ogni anno, si è sempre distinta. All’arrivo del fercolo con l’immagine di San Giovanni Battista davanti alla chiesa di via Gaeta, infatti, una giovane, a nome di tutta la Comunità, ha posto direttamente sulla vara un omaggio floreale. Subito dopo, il parroco, don Angelo Antonio Cascone, con il turibolo in mano, fatta la riverenza, ha incensato la statua del Battista. Un gesto semplice ma che ha suscitato un applauso di apprezzamento.

La partecipazione del popolo, come sempre, è stata quella delle grandi occasioni nonostante l’arrivo del primo freddo invernale. Questo a dimostrazione che i vittoriesi, ancora una volta, hanno voluto manifestare la loro devozione al Patrono ed implorare la sua speciale protezione sulla Città.

di Luciano D’Amico

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