SATIRA: MONS. MOGAVERO SU MICROMEGA, “SENZA CENSURE MA LIBERTÀ NO A SENSO UNICO” | AgenSIR

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SATIRA: MONS. MOGAVERO SU MICROMEGA, “SENZA CENSURE MA LIBERTÀ NO A SENSO UNICO”

9 febbraio 2015 @ 17:31

È dedicato al diritto alla satira, nei suoi vari aspetti, l’ultimo numero (1/2015) di MicroMega, la rivista culturale diretta da Paolo Flores D’Arcais. Tra gli interventi, il contributo di monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazzara del Vallo e membro della commissione Cei per le migrazioni, dal titolo “Niente censure. Ma la libertà non è a senso unico”. “Non penso – e non auspico – forme e modi di censura o autocensura che nascondano o mascherino una effettiva coartazione della libertà di pensiero e di espressione – scrive mons. Mogavero -. Non gioverebbe ad alcuno e non difenderebbe le religioni dal preteso diritto di blasfemia. Tuttavia, se si rivendica una libertà assoluta di espressione, non si può negare una libertà simmetrica di dissenso”. E a proposito del rilancio sui social network delle vignette di Charlie Hebdo, aggiunge: “Non vedrei di buon grado la pubblicazione a tappeto delle vignette, anche per non esporre alla demonizzazione le testate non aderenti in nome di una loro legittima libertà di pensiero e di espressione”. (segue)” “” “

9 febbraio 2015© Riproduzione Riservata

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SATIRA: MONS. MOGAVERO SU MICROMEGA, “SENZA CENSURE MA LIBERTÀ NO A SENSO UNICO” (2)

9 febbraio 2015 @ 17:32

“La questione è assai fine – insiste il vescovo – perché riguarda il rapporto tra critica e offesa, o meglio tra critica e insulto. Il diritto di critica è un diritto di libertà e come tale deve essere riconosciuto e tutelato. Ma se il suo contenuto si materializza in un insulto non viola un analogo diritto di libertà del destinatario dell’insulto?”. Ed esprimendo le sue perplessità in merito, aggiunge: “Mi insospettisce molto una concezione dei diritti della libertà a senso unico. Non capisco, poi, perché un ateo debba sentirsi offeso da chi non esalta il suo ateismo e il credente debba accettare pacificamente l’insulto alla sua fede”. Mettendo, quindi, in evidenza il bisogno di risolvere una volta per tutte la controversa identità tra critica e insulto, al fine di arrivare ad una condivisa concezione del diritto di critica, mons. Mogavero afferma: “Qual è il fine, l’obiettivo che sta alla base del diritto di espressione, sciolto da qualsiasi vincolo e limite? Sembra di poter pacificamente affermare che esso si propone di mettere a nudo i lati deboli e incoerenti di un sistema, di una struttura, di una scuola di pensiero, di una cultura, di una fede. E l’insulto può rappresentare davvero un valore aggiunto a questa legittima e necessaria funzione di pungolo? A mio modo di vedere, no”.” “

9 febbraio 2015© Riproduzione Riservata

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