L’arcivescovo Gristina ai catanesi: ‘Sant’Agata, aiutaci a non rassegnarci’ | Blog Sicilia – Quotidiano di cronaca, politica e turismo

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IL TRADIZIONALE MESSAGGIO A PIAZZA STESICORO

L’arcivescovo Gristina ai catanesi:
‘Sant’Agata, aiutaci a non rassegnarci’

mons.-gristina-santagataSANT’AGATA 04 febbraio 2015
di Redazione

“Gli anni in cui visse Sant’Agata, per certi versi, assomigliano ai nostri. Quelli di Agata erano tempi di durissime persecuzioni contro i cristiani. Ma anche oggi come non pensare ai nostri fratelli che in Medio Oriente, in Siria, in Iraq sono stati costretti a lasciare lavoro, case e città per non tradire la loro fede in Cristo?”

Anche in occasione del messaggio alla città, l’arcivescovo metropolita di Catania, Salvatore Gristina, rimarca quanto aveva detto stamani durante l’omelia della Messa dell’Aurora stigmatizzando le gravi violenze e ribadendo il diritto alla libertà di religione.

Durante il discorso in piazza Stesicoro, cui segue il rinnovo delle promesse battesimali, l’arcivescovo ha anche parlato della deriva sociale di questo nuovo scorcio di millennio che bolla come ‘nuovo paganesimo’.

“Siamo liberi, ma la nostra libertà è vuota – tuona Gristina – ci diciamo felici ma la nostra gioia non ci soddisfa, facciamo con sempre maggiore frequenza l’esperienza di una vita senza uno scopo preciso, significativo e duraturo. Ciò perché abbiamo escluso Dio dal nostro orizzonte di vita quotidiana e ci siamo affidati a tanti nuovi dei: il potere, il piacere, l’interesse individuale. Viviamo spesso tristi, senza gioia, senza speranza, senza futuro”.

E’ particolarmente significativo il passaggio del discorso in cui Gristina dice che “il tasso di natalità diminuisce, le fabbriche chiudono, i quartieri, soprattutto quelli periferici, sembrano desolati”.

“Non possiamo rimanere insensibili e inerti di fronte al grido di chi soffre perché ha perso il lavoro, perché ha subito violenza, è stato costretto a emigrare”, dice Gristina ai catanesi.

L’esempio che ancora una volta l’arcivescovo esalta è proprio quello della Santa Patrona che “seppe guardare con coraggio e tenacia; vogliamo uscire dal tunnel della tristezza, dal dramma della povertà, dalla ferocia della violenza, per riscoprire invece la speranza, la forza dirompente della solidarietà, l’amicizia e la fraternità. E’ questa l’unica via che ci permetterà di sconfiggere la sconfortante delusione che spesso accompagna la nostra esistenza”.

Rivolgendo una preghiera a Sant’Agata, mons. Gristina dice: “Tu che, rimanendo attaccata a Cristo, hai resistito al potere tirannico, hai ridato speranza alla tua città e sei divenuta un esempio per il mondo intero, aiutaci a non rassegnarci, a non fidare solo sulle nostre povere forze, a guardare al dolore che c’è attorno a noi, a sapere vedere il bene grande e nascosto che c’è nella nostra terra. Perché, guardando te e guardando dove guardi tu, anche noi possiamo avere pensieri santi, possiamo desiderare di appartenere solo a Cristo ed essere disponibili a lottare per la liberazione della nostra amata patria, della nostra amata Catania”.

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