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Paolo Romeo, da Acireale alla nomina di cardinale | Archivio Sicilia Informazioni.com

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Paolo Romeo, da Acireale alla nomina di cardinale | Archivio Sicilia Informazioni.

Verso la sua persona per l’ammirevole percorso umano e religioso. Nato ad Acireale (Catania) alla vigilia della seconda guerra, nel 1938, ha vissuto nei primi anni i gravi disagi della guerra insieme ai quattro fratelli. Gioviale, sereno, riflessivo e orgoglioso, non si è accontentato di seguire i suoi studi nel prestigioso Collegio Pennisi e nello stesso Seminario dove aveva studiato il giovane Luigi Sturzo. Ha voluto continuare i suoi studi in Teologia presso l’Università Gregoriana di Roma e in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense.

Conseguite le rispettive e prestigiose lauree, decide di intraprendere la carriera diplomatica vaticana frequentando con succeso la Pontifica Accademia Ecclesiastica. Riesce benissimo e dopo appena tre anni viene ammesso al servizio diplomatico e inviato successivamente nelle Filippine, Belgio, Lussemburgo, Unione Europea, Venezuela, Ruanda, Burundi, Haiti e Canada.

Una carrellata impressionante di lingue e di culture diverse che hanno messo a dura prova il carattere e la resistenza di Paolo Romeo meritandosi sempre la stima e l’affetto dei locali come ho avuto modo di constatare io stesso.

Dopo una tale carriera, non c’è quindi da meravigliarsi se oggi quel ragazzino di Acireale che amava vivere tra i profumi della zagara, lo ritroviamo Cardinale!

Ho un solo cruccio: che a godere in questo momento non ci possano essere il papà e la mamma che vengono ricordati dai miei familiari come persone meravigliose che hanno dedicato la loro vita ai nove figli – Paolo era il quinto – incoraggiandoli e sostenendoli in tutte le circostanze e senza far mai pesare i loro sforzi che non erano indifferenti.

Il modello di famiglia Romeo è senza dubbio un modello vincente che purtroppo, nel momento della grande vittoria, si dichiara estinto e sostituito da un altro modello familiare nazionale poco consistente e in piena crisi.

Ci tengo inoltre a dire che il successo di Paolo Romeo è anche il successo di uno speciale modello di città: Acireale.

Non è un caso che dal seminario di questa città sono stati nominati ben quattro vescovi e un cardinale negli ultimi quarant’anni: Mons. Ignazio Cannavò, arcivescovo di Messina, Mons, Pio Vigo, vescovo di Acireale, Mons. Paolo Urso, vescovo di Ragusa, Mons. Giuseppe Costanzo, vescovo di Siracusa e il Cardinale Paolo Romeo.

Dove risiede il segreto del successo di Acireale di cui i cinque vescovi rappresentano la punta dell’iceberg? Nell’aver ricercato i nostri Padri, con assoluta caparbietà, di raggiungere una piena sinergia e complementarietà tra gli investimenti culturali e quelli produttivi e commerciali: la produzione dle baco da seta, l’industria della seta, del vino, degli agrumi, il termale,ecc.. Gli acesi hanno perfettamente compreso che oltre agli invstimenti economici ricordati, sono altrettanto importanti quelli effettuati nella istruzione di eccellenza e, per questo, in Acireale hanno voluto fondare ben sei licei classici dove si è formata la maggiorparte della classe dirigente della Sicilia orientale; la più prestigiosa Accademia letteraria del Sud d’Italia; la presenza di tutti i maggiori Ordini religiosi che hanno assicurato dei servizi sociali di eccellenza in tutti i settori; un Centro di Agrumicultura all’avanguardia la cui fama ho ritrovato presso l’Università di Davis in California. E cosa dire del ricchissimo patrimonio artistico e architettonico, in gran parte religioso e civile, che fa di Acireale un Museo all’aria aperta.

Non c’è quindi da meravigliarsi se in questo humus sia venuto fuori un ragazzino come Paolo e tanti altri ragazzini che hanno conquistato posizioni leader nel mondo intero.

Purtroppo, caro Paolo, anche per Acireale, vale la stessa osservazione che ho dovuto fare per la Tua splendida famiglia. Quell’Acireale della nostra infanzia, di cui eravamo e continuiamo ad essere tanto orgogliosi e a cui dobbiamo tanto del nostro modesto successo, non c’è più; l’hanno uccisa i nuovi barbari: quelli che hanno preferito sostituire gli investimenti produttivi con l’edilizia speculativa e i lavori pubblici; quelli che hanno considerato come inutili e improduttivi gli investimenti che i nostri Padri hanno effettuato nella istruzione, nella cultura e, perchè no, nelle opere religiose che nella Diocesi di Acireale hanno assicurato un profondo benessere sociale.

Noi siamo stati fortunati ma i nostri figli e i nostri nipoti?

Suvvia, non roviniamo la festa con questi pensieri. In fondo la Tua nomina ci offre una occasione formidabile di riflessione e di operatitività. Che ne diresti se come regalo per la Tua nomina cardinalizia ci impegnassimo tutti insieme a far rivivere in Tuo nome, il ricco patrimonio materiale e immeteriale dei nostri Padri non solo acesi ma di tutta la Sicilia?

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God bless you!

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