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FESTE RELIGIOSE DA EVANGELIZZARE: OCCORRE UNA REGOLATA
Pubblicato 30/07/2013 » 213 Visualizzazioni» Da Diego Acquisto » Politica, Top
Di Diego Acquisto – La Chiesa Agrigentina, nei suoi vertici istituzionali più qualificati, interviene ufficialmente su taluni inconvenienti ed abusi che riguardano le feste religiose.
La lettera sofferta, chiara e coraggiosa dell’arcivescovo don Franco su taluni fatti inqualificabili in occasione della festa di S. Calogero ad Agrigento e la recente decisione comunicata dal suo Vicario Generale, mons. Melchiorre Vutera, ai fedeli di Villafranca, sulla sospensione, per due anni, dei festeggiamenti alla Madonna del Mirto, costituiscono due segnali, indubbiamente di rilievo, di un rinnovato atteggiamento pastorale.

Diversi sacerdoti e non pochi laici impegnati, nel corso degli anni hanno alzato, magari isolatamente, ma talvolta forse anche in gruppo, la loro voce, per deplorare e correggere cattive abitudini, distorsioni non consone allo spirito liturgico, pseudo innovazioni. Insomma, tutta un’impostazione di una festa che dovrebbe essere religiosa che mal si concilia o che, addirittura, proprio nulla ha a che vedere con una fede di qualità, matura e responsabile. Fede che sempre deve puntare alla centralità di Cristo, come ha voluto ricordare, alcuni anni fa, il Comitato dei Teologi, organismo voluto dalla CEI, proprio a proposito di qualche festa siciliana, con rilevanza nazionale.

Mons. Montenegro ha deplorato quanto avvenuto questa’anno per la festa di S. Calogero nel capoluogo, lo stesso Santo in onore del quale, qualche anno fa, in un altro Comune, “alcuni devoti” pensarono di inserire una gara dSan calogero 2012-Maschiatai bellezza “fisica” con relativa elezione di “Miss”…..mentre alcuni anni fa le cronache nazionali si sono ampiamente interessate a quello che è successo a Racalmuto, in occasione della festa della Madonna del Monte, dove al folklore per la conquista del cosiddetto “cero”. “u ciliu”, si aggiunse quell’anno, un’animosità davvero eccessiva, sfociata nella violenza.

La religiosità popolare che dovrebbe servire a generare nuovi valori da praticare nella vita quotidiana, per una certa fascia sociale rischia invece di essere proprio il contrario, offrendo l’occasione di operare impunemente per esternare gli istinti peggiori.

Al fine di educare e comunque mettere efficacemente “in guardia” i fedeli, non sembra sufficiente dividere, nell’unico manifesto che annuncia la festa del Santo, la parte liturgica e strettamente ecclesiale, dalla parte ludica e “profana”, dove abbonda e sovrabbonda di tutto e di più.

Perché si va dall’annuncio dei “botti” agli artistici e luminosi “giochi di artificio”, alle rappresentazioni teatrali e cabarettistiche di vario genere e natura, alle mostre d’arte sacra e non, di pittura moderna, contemporanea e futurista; all’esibizione di giocolieri improvvisati, a quella invece di barzellettisti di professione, ma di dubbio e, sempre di equivoco gusto, dove l’aspetto piccante è decisamente prevalente; alle sfilate di cavalli, alle sfilate di gruppi folkloristici, di moda e di majorettes, alle serate canore e di intrattenimento, con organizzazione di festivals vari, per arrivare magari poi alla gare di “bellezza fisica” con elezione e premiazione di Miss….. magari come tappa del concorso nazionale per scegliere “una ragazza per il cinema, la moda e la fotogenia”.

Diego Acquisto

God bless you!

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