Il veto: Conclave 1903: perché Rampolla non diventò Papa | Corriere della Sera – Archivio Storico

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Il veto: Conclave 1903: perché Rampolla non diventò Papa

Il Cardinal Silvestrini commenta il diario che svela i misteri sull’ elezione di Pio X

Una vicenda misteriosa. Come spesso le leggende e le fantasie che nascono intorno al momento culminante di un conclave. La storia dei conclavi, di come si elegge un papa è una importante traccia della stessa storia della Chiesa. La chiusura al mondo esterno, i tempi di elezione, le cordate interne tra i cardinali, le interferenze politico-dinastiche. Il conclave del 1903, alla morte di Leone XIII, è stato avvolto da molti di questi misteri e solo ora possiamo finalmente ricostruirne la storia grazie alla pubblicazione di un documento eccezionale, il diario di Merry del Val, segretario di stato di Pio X, successore al soglio di Leone (Luciano Trincia, Conclave e potere politico, Edizioni Studium, Roma 2004). Si tratta della storia complicata, e fino ad oggi oscura, del veto posto dall’ Austria-Ungheria alla elezione del prestigioso cardinal Rampolla, Segretario di Stato di Papa Leone. Una figura ancora poco studiata ma di grandissimo interesse e statura, Mariano Rampolla del Tindaro, pur di nobile famiglia siciliana, si sentirà più vicino alle democrazie che non alle dinastie e non nasconderà simpatie moderniste. Si potrebbe definire Rampolla come l’ ultimo grande Segretario di Stato e, con una battuta, il primo cardinale liberal: ostile alla triplice alleanza, cerca il ralliement con la laicista Francia è osteggiato però dal nunzio a Vienna, Luigi Galimberti, capo del così detto «nucleo tedesco» della curia che puntava ad una politica opposta, quella di una pacificazione con la Germania. Leone XIII e il cardinal Rampolla cercano, con abilità straordinarie, un nuovo spazio per la Chiesa nella società moderna.

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