Funerali boss, mons. Marciante: no show ma funerali non si negano | Radio Vaticana

21/08/2015 17:10

mons-giuseppe-marcianteCondanna del “funerale show” e della strumentalizzazione della morte, ma se non c’è presa di posizione contro la dottrina della Chiesa il funerale non si può proibire. E’ la posizione del vescovo ausiliare del settore Est di Roma mons. Giuseppe Marciante sulle esequie del boss Vittorio Casamonica. Il vescovo Marciante, intervistato da Cecilia Seppia:

R.- Anche a me ha stupito questo modo di celebrare i funerali. Io non ero presente a Roma, né sapevo di questo tipo “show”, di funerale “show”, chiamiamolo così. Certo, contesto fortemente questo modo di strumentalizzare la morte, questo modo di celebrare un funerale. Poi c’è la presa di distanza da una mentalità mafiosa, da una mentalità arrogante, da una mentalità violenta. Ed ancora, c’è la figura della persona, del defunto: un cattolico, un cristiano, era battezzato, certamente anche un peccatore e sappiamo dai giornali che tipo di vita ha condotto. Però su questo non possiamo assolutamente noi emettere un giudizio perché lo riserviamo a Dio. Quindi se non c’è una presa di posizione contro la dottrina della Chiesa il funerale, certamente non si può proibire. Certo, se noi avessimo saputo che dietro questo funerale c’era questo spettacolo avremmo suggerito di celebrare le esequie in un altro modo, un modo più discreto.

D. – Infatti don Giancarlo Manieri ha detto e ripetuto che lui non sapeva niente e immagino che a questo punto neanche lei fosse al corrente della situazione….

R. – No, assolutamente, nessuno di noi sapeva. Pare che nemmeno il prefetto sapesse di una manifestazione di questo tipo.

D. – Ci vengono in mente ed è doveroso le parole del Papa quando ha detto che i mafiosi sono scomunicati, lo ha detto sulla spianata di Sibari e lo ha anche ripetuto: alla luce di queste parole come si commenta questa vicenda?

R. – Alla luce di queste parole la Chiesa prende una posizione chiara contro la mentalità mafiosa, la vita mafiosa, l’attività mafiosa. Poi l’evolversi della vita spirituale di chi si è macchiato di questi crimini è un altro capitolo.

D. – Ma un parroco che si trova di fronte a una circostanza simile a quella in cui si è trovato don Manieri può dire: “Il Papa ha detto questo e quindi io mi rifiuto di fare il funerale”, può fare appello all’obiezione di coscienza?

R. – No, da questo punto di vista no. In quel caso, un parroco consulta gli organi competenti, chiede e poi si decide il da farsi. In modo particolare, contesto il far diventare il funerale uno show. Papa Francesco parla anche di misericordia, no? Quindi c’è da una parte la condanna della mentalità mafiosa, la mentalità della violenza, ma dall’altra parte dice che il Signore usa anche il metro della misericordia.

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